Ben Carey – Metastability

Ben Carey Metastability. album

LP – Hospital Hill

La Serge Modular Music Systems di Serge Tcherepnin è stata negli anni settanta una fra le più iconiche fucine di sintetizzatori analogici modulari, strumenti sui quali oggi si riversa un grande interesse e non potrebbe essere altrimenti, considerando le passioni che si scatenano per la prima elettronica e per tutto quello che in musica afferisce all’offline ma non è poi così remoto, tanto da averne noi ancora diretta testimonianza. I primi 20 sistemi Serge furono costruiti nel 1973, proprio a casa di Tcherepnin, che all’epoca era professore alla CalArts e desiderava creare qualcosa che assomigliasse ai sintetizzatori modulari Buchla ma fosse al tempo stesso accessibile anche per musicisti non propriamente facoltosi. Metastability è stato composto ed eseguito sul La Trobe Serge “Paperface”, che è invece un sintetizzatore del 1975, un maestoso sistema analogico che attualmente viene ospitato presso il Melbourne Electronic Sound Studio (MESS). Ben Carey, ospitato per due residenze, nel 2019 e nel 2021, non si è lasciato sfuggire l’occasione di esplorare a fondo il multiforme e complicato strumento, ricerche che sono confluite in queste cinque tracce, pubblicate adesso da Hospital Hill. La filosofia costruttiva dei sintetizzatori Serge è quella tipicamente west coast, che presta grande attenzione alla “programmabilità delle patch”, in cui le funzioni di basso livello dello strumento sono messe a dura prova dal musicista, che è sempre indirizzato a ridefinire la portata dell’architettura dello strumento come parte dello stesso processo compositivo. Per Carey il lato veramente affascinante di questo lavoro è appunto quello dell’iterazione uomo-macchina, una collaborazione immaginaria che per mezzo di un imponente groviglio di cavi dà vita a suoni e processi che s’influenzano a vicenda. “Man mano che una patch inizia a diventare sempre più complessa, sono profondamente consapevole che le mie decisioni compositive non sono esclusivamente mie” afferma lo sperimentatore che così infonde d’un appeal post-human l’intera uscita, che dal vivo è stata ricalibrata in una performance audio surround ottofonica, comprendendo registrazioni comunque provenienti dai Serge, alcune eseguite dal vivo ed altre rieditate proprio dallo stesso album. La grande novità dei sintetizzatori analogici è stata per la prima volta quella di produrre suoni che non provenivano da una sorgente acustica ma direttamente da un impulso elettrico agito da circuiti dando origine a qualcosa di non esistente in natura. La compresenza di sensibilità artistica e competenze tecnologiche assumeva così caratteristiche decisamente nuove ed è quindi conseguente che oggi s’investighi su quel passaggio epocale, ricerca che Carey compie con estrema competenza e attenzione.

 

Ben Carey – Metastability