Archivi autore: Neural

Catalogue, l’ecommerce detournata.

Catalogue è un altro lavoro di web art che mette alla berlina il paradigma dei siti di ecommerce. Realizzato dalla newyorchese Kate Armstrong, fa uso della tipica interfaccia e modalità d’uso di un sito di vendita online,

<THE SIX O>, videogame concettuale.

Dopo ‘Waste of Time‘ e ‘Cryptographever‘, <THE SIX O> è il nuovo lavoro online del team di K-hello.org. Radicandosi ancora di più nei meandri concettuali, gli autori stavolta hanno ridotto al minimo l’apparato estetico che inganna l’avventore

Chiangmai New Media Art Festival.

Per l’inagurazione a Bangkok del primo Chiangmai New Media Art Festival hanno scelto una performance collettiva attivata in rete con mezzi poveri. Il 28 Aprile a mezzogiorno (ora italiana) sono tutti invitati a manifestarsi in maniera sonora

Re-Code, codici a barre fai da te.

Re-Code è un web-service gratuito che permette ai suoi utenti di condividere alcune informazioni su prodotti di massa e creare codici a barre pronti da stampare e riutilizzare nei grandi magazzini, sovrapponendoli a quelli ufficiali per stabilire

Skin/strip, corpi immessi in rete.

Skin/strip ? il risultato di un esplicito invito, che circolato fra gli addetti in principio e in rete pi? tardi, invitava la comunitˆ digitale ad esprimere la nuda identitˆ del proprio corpo. L’enfasi della carne non ?

Invisible Cities, i suoni delle città

Curata da Christopher Murphy della Fällt e Shan McAnena, Invisible Cities è una mostra di sound art territoriale realizzata durante il Belfast Festival at Queen nella Naughton Gallery di Belfast. Una dinamica e ricca raccolta d’interpretazioni d’autore

REbranding, corporate image ribaltata.

La ‘corporate image’ e il ‘branding’ sono terreni già delicati nello spazio dei corpi, ma lo diventano molto di più negli elusivi spazi immateriali del cyberspace. il caustico Curt Cloninger dei lab404 ne ha tratto le dirette

Source, 14 installazioni di media art.

Source costituisce la parte (in anticipo) dedicata ai new media dell’Image Festival (IF) di Toronto, che si inaugurerà ad Aprile. Quattordici installazioni raccontate nel sito secondo una sorta di ‘dietro le quinte’ che i curatori assimilano al