Anton Lambert & Thanos Polymeneas Liontiris – tri-n-os

anton-lambert

CD – Kohlhaas

Anche in ambito drone music la lamentazione trova oggi forme inattese e aperte. Con tri-n-os, Anton Lambert e Thanos Polymeneas Liontiris propongono una loro declinazione contemporanea di questa espressione, concepita come strumento di interiorizzazione del lutto, del dolore e della nostalgia. Ben oltre la semplice manifestazione di emozione, il progetto si configura come un’indagine processuale: indisciplinata, frammentaria e ricorsiva, capace di generare uno stato di presenza e un campo di risonanza in cui ogni dettaglio contribuisce a tessere la trama emotiva complessiva. L’incontro tra Lambert e Liontiris avviene nell’autunno del 2023 ad Atene, in un contesto di interessi condivisi che spaziano dalla cibernetica all’improvvisazione. Lambert interviene soprattutto tramite live processing, generando trame stratificate che emergono dal comportamento del segnale e dalle sue dissipazioni progressive. Liontiris introduce una dimensione strumentale peculiare, con strumenti sensibili al feedback – tra cui halldorophone e FAAB – che mettono in discussione i confini tra esecutore, strumento e sistema. Da questo dialogo nasce una pratica in cui ascolto automatico, field recording e sorgenti acustiche grezze si intrecciano, creando un lessico sonoro irregolare fatto di interferenze, risonanze e tensioni sotterranee, in cui ogni elemento dialoga continuamente. Nulla si stabilizza definitivamente: il materiale ritorna su se stesso, si deforma, devia e si ricompone secondo traiettorie che sfuggono a letture lineari. Più che un racconto, tri-n-os si sviluppa come dinamica in continuo divenire, dove il suono interroga ciò che resta dopo la perdita, tra sedimentazioni di memoria e progressivi gesti di distacco. L’ascolto si trasforma in esperienza sospesa: ciò che affiora non è una forma compiuta, ma un campo di vibrazioni in costante ridefinizione. Le superfici sonore si addensano e si diradano, lasciando emergere scarti, respiri e oscillazioni che custodiscono tracce sottili di eventi passati. È in questa zona ambigua, tra presenza e dissoluzione, che la lamentazione trova la sua risonanza più autentica: non come citazione di tradizione, ma come pratica d’ascolto capace di trasformare l’instabilità in materia viva, lasciando un’impressione che persiste oltre la durata dell’opera e continua a vibrare nella memoria dell’ascoltatore, invitandolo a tornare su ciò che non si lascia mai afferrare completamente. Non è la prima volta che l’elettronica sperimentale esplora siffatti territori: di recente, progetti come quello di Laszlo Umbreit, Sirah Foighel Brutmann e Eitan Efrat sul deserto di Al Naqab in Palestina hanno indagato analoghi temi di lutto e memoria, a conferma di quanto questo approccio rimanga fertile anche oggi e continui a offrire spunti di riflessione sul ruolo dell’ascolto nella musica contemporanea.

 

Anton Lambert & Thanos Polymeneas Liontiris – tri-n-os