linx – Flipperen

linx-flipperen

CD – Futura Resistenza

Suzana Lașcu, Robert Kroos e Reinier van Houdt hanno lavorato su registrazioni di vecchi flipper – in gran parte provenienti dal museo di Rotterdam, dedicato a questo passatempo pre-internet – trasformandole nella base di trame musicali dalla marcata impronta elettroacustica. Non è un dettaglio secondario che il progetto abbia preso forma durante i mesi della pandemia, quando il museo era chiuso e silenzioso, e la vita quotidiana scorreva sospesa, fuori dai suoi ritmi consueti. Anche il nome scelto dal trio, Ilinx, richiama una tipologia di gioco descritta da Roger Caillois: una pratica che genera vertigine ed ebbrezza, soprattutto quando ci si trova esposti a forze esterne non controllabili. In questo caso, però, il controllo sonoro – seppur perseguito con modalità non convenzionali – si manifesta attraverso solide capacità strumentali. Se nel flipper convivono casualità e abilità, qui le registrazioni sono state rielaborate in collage sonori mediante tecniche di cut-up e processi probabilistici, fino a dar vita a 28 campioni utilizzati come punti di partenza per quelli che gli autori hanno definito game pieces, registrati in due sessioni presso i Sonology Studios de L’Aia. I campioni selezionati mettono in evidenza i percorsi della pallina all’interno delle macchine, con un’attenzione particolare al modo in cui urta, devia e rimbalza fra gli elementi del gioco. Il design sonoro reagisce a questi movimenti, traducendo la logica del flipper in una dimensione musicale dove ordine e disordine si intrecciano. Ne scaturiscono strutture che mantengono una coerenza interna pur lasciando emergere l’imprevedibilità dei materiali di partenza. Questa tensione tra controllo e casualità rimanda direttamente all’estetica di Fluxus e di altre esperienze sperimentali che hanno fatto del caso e della discontinuità un principio creativo. La musica di Flipperen oscilla così fra momenti di rarefazione e passaggi più densi, assemblando frammenti sonori in una logica di collage che alterna scarti bruschi e progressioni sottili. Completa il progetto l’artwork di copertina, che riproduce un’opera del 1973 dell’artista situationista olandese Jaqueline de Jong. Si allude ancora al flipper e al “rovescio dell’esistenza” come a uno spazio in cui il tempo si piega e le forme restano in costante mutamento, un’idea che si intreccia a pieno con la poetica sonora di questa uscita. Flipperen non si limita a recuperare il suono meccanico di un oggetto d’epoca, ma lo reinserisce in un contesto musicale che ne amplifica le potenzialità espressive. È un lavoro che riflette sulla natura del caso, sulla possibilità di costruire forme a partire dall’imprevisto, e che invita ad ascoltare la musica come processo aperto, fatto di deviazioni e rimbalzi, proprio come accade a una pallina lanciata dentro un flipper.

 

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