Stanislav Abrahám – Důl Lazy

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CD – LOM

Risalgono al 2010 queste registrazioni, originariamente approntate per essere utilizzate come materiali per un’installazione audiovisiva presso l’Exposition of Mining al Museo Tecnico Nazionale di Praga. Il progetto, purtroppo, non è mai stato realizzato e le registrazioni sono rimaste negli archivi di Stanislav Abrahám per oltre dieci anni. Nel frattempo, la miniera è stata anche chiusa nel 2019 e di quelle originarie catture auditive – da un totale di 8 ore di registrazioni – Abrahám ha assemblato una selezione di 43 minuti, suddivisa in sette parti, secondo la natura dei suoni e la struttura drammaturgica del collage. Il lavoro non si limita a un semplice documento d’ambiente: la cura con cui i materiali sono stati selezionati e montati rivela un’attenzione musicale che trasforma un contesto industriale in materia d’ascolto. I suoni vengono isolati, giustapposti, talvolta fatti dialogare tra loro, in modo da restituire un’impronta stratificata che oscilla tra testimonianza e composizione. In alcuni momenti gli elementi si intrecciano e si sovrappongono, creando una complessità timbrica che amplifica la densità dell’ambiente minerario; nella maggior parte dei casi, tuttavia, circa l’80% del tempo, l’ascoltatore segue una singola traccia stereo chiara e lineare, più vicina alla percezione diretta di chi si trovi fisicamente sul posto. Oltre al rumore massiccio dei macchinari, che scandiscono i ritmi del lavoro sotterraneo, emergono dettagli più sottili e inattesi: il dialetto rauco e caratteristico dei minatori di Ostrava, frammenti di conversazioni sparse, il canto isolato di un grillo nascosto in un tunnel profondo, oppure l’eco regolare di un tragitto di due chilometri a bordo di un treno sotterraneo. A questi si affiancano le superfici ipnotiche dei tubi pneumatici che sibilano, il loro respiro costante che diventa una sorta di basso continuo, capace di trasformare l’ambiente meccanico in un paesaggio quasi meditativo. Quella che ne risulta non è soltanto una cronaca acustica di un luogo ormai dismesso, ma anche un insieme d’informazioni pulsanti, capace di restituire dimensioni emotive e percettive che vanno oltre la documentazione. La chiusura della miniera conferisce infatti al progetto un valore storico ulteriore: ascoltare Důl Lazy significa anche confrontarsi con un mondo che non esiste più, con i resti sonori di un’attività che ha segnato profondamente un territorio e la sua comunità. Si tratta quindi di un lavoro che vive a cavallo tra arte sonora ed etnografia, capace di unire rigore formale e sensibilità percettiva. Il risultato conserva il carattere di una testimonianza sensibile, ma assume al tempo stesso il valore di un’esperienza d’ascolto autonoma. Un documento che, pur nascendo da un contesto specifico, riesce a parlare in maniera universale della memoria dei luoghi e della loro trasformazione.

 

Stanislav Abrahám – Důl Lazy