Costin Miereanu – Poly-Art Recordings 1976-1982

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6CD – Auryfa | Metaphon

Poly-Art Recordings 1976-1982 è un cofanetto da 6 CD – curato congiuntamente da Auryfa e Metaphon – che riunisce per la prima volta in ristampa la serie di cassette e vinili autoprodotti dal compositore rumeno-francese Costin Miereanu, pubblicati originariamente tra il 1982 e il 1984. La sua carriera si era già affermata con Luna Cinese (1975), lavoro d’esordio incluso nella storica collana nova musicha della Cramps, l’etichetta di Gianni Sassi. Se in un primo momento le uscite Poly-Art passarono quasi inosservate, con il tempo sono diventate opere di culto per nuove generazioni di ascoltatori. I sei album raccolti nel cofanetto contano dodici brani in tutto, attraversati da un forte senso di astrazione elettronica. I primi due – Le Royaume de la Reine Pellapouf e Fata Morgana – realizzati esclusivamente con sintetizzatori, riascoltati oggi sembrano anticipare molta della musica ambient, elettroacustica e glitch emersa tra gli anni ’90 e 2000. Tra i brani più rappresentativi si collocano “Finis-Terre” (1978) e “Terre de Feu” (1976), entrambi confluiti nell’album Dérives. Qui Miereanu combina suoni concrète manipolati, organo elettrico e sintetizzatori analogici, costruendo tessiture stratificate fatte di droni prolungati, pulsazioni interne e modulazioni quasi geologiche. La materia sonora si espande lentamente, senza punti di svolta evidenti, come se l’ascolto fosse chiamato a seguire una geografia invisibile. In “Piano-Miroir” (1978) il pianoforte è filtrato e rielaborato elettronicamente, dando origine a riflessi e increspature che dialogano con l’eredità satieana, mentre “Musique Climatique” (1979) – unico brano interamente affidato a strumenti acustici – inserisce frammenti vocali all’interno di arpeggi e cadenze delicate, raggiungendo un equilibrio raro fra tensione e sospensione. Ancora diverso l’approccio di “Jardins Oubliés” e “Jardins Désertés” (1981), realizzati al sintetizzatore digitale PPG-Wave: sequenze minime e pulsazioni dilatate disegnano paesaggi di pura sintesi, con variazioni impercettibili che alterano la percezione del tempo. L’insieme dei sei album raccolti nel box restituisce così un percorso coerente, che spazia dalle sperimentazioni esclusivamente elettroniche a lavori ibridi e meditativi, mostrando un autore capace di muoversi con naturalezza tra differenti tecniche, improvvisazione controllata e costruzione formale. Questa operazione di recupero restituisce visibilità a un corpus rimasto per decenni confinato a un ristretto pubblico di appassionati, e si inserisce con coerenza nel più ampio movimento di riedizioni che negli ultimi anni sta ampliando il nostro sguardo sulla musica elettroacustica europea.

 

Costin Miereanu – Poly-Art Recordings 1976-1982