Robert Lippok – What is Dance?

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7″ + booklet, and foldout poster – Singuhr Editions

Robert Lippok ripropone per Singuhr Editions due registrazioni che derivano da una performance e installazione sonora, evento che risale al 2017, svoltosi al Meinblau Projektraum di Berlino. La messa in scena era ispirata già in quella prima implementazione alle macchine ritmiche di Joe Jones (musicista d’avanguardia americano associato a Fluxus, scomparso nel 1993) e a The Fairy Queen, opera di Henry Purcell, uno fra i più valenti compositori di musica barocca, celebre soprattutto per i suoi lavori teatrali e per l’attenzione tributata al nascente genere lirico (una forma primigenia di multimedialità in musica). Il risultato finale è il frutto di congegni meccanici strutturati in esili costruzioni che utilizzano vari oggetti sonori, come pezzi di legno, piatti e pellicole di plastica rotante. I suoni ottenuti erano diffusi per mezzo di un sistema a 4 canali e condensati in un loop, che dura circa 20 minuti. Adesso è arduo capire come precisamente siano stati poi registrati questi suoni, come dal materiale originario Robert Lippok abbia estratto e riarrangiato i due pezzi adesso presentati, ricchi comunque di droni densi ma aeriformi, delicatamente pulsanti e armoniosi. Lippock, che è ben conosciuto per la sua fondamentale partecipazione ai progetti Ornament und Verbrechen e To Rococo Rot è sempre a suo agio con installazioni sonore in cui sono riuniti elementi di arte, musica, teatro, radio e film, nonché scenografie ed oggetti. Anche la riduzione a quello che è essenziale sembra una caratteristica costante dell’approccio stilistico di Lippock – e il nome del suo primo gruppo, fondato nel lontano 1982 e mai sciolto, la dice lunga a proposito, citando l’opera più importante dell’architetto minimalista Adolf Loos. L’invito implicito è ad abbracciare pure in musica un’estetica non accessoria e stereotipata, lontana da ridondanze eccessivamente esibite. Già nel 1989 lo sperimentatore berlinese aveva realizzato autoproducendoli meccanismi musicali meccanici, organizzandoli insieme a nastri magnetici, motori elettrici e a una tastiera di pianoforte, così come nella band Ornament und Verbrechen erano utilizzati strumenti ricostruiti dai materiali più disparati, enfatizzando quelle pratiche DIY che erano patrimonio ancestrale del punk e della cultura industrial. What is Dance? – insomma – nella discografia di Lippock rimarrà come una piccola gemma preziosa, la testimonianza d’un percorso segreto, che raccorda per intero la parabola di tutta una generazione di sperimentatori elettronici.

 

Robert Lippok – What is Dance?