Richard Chartier – Eventual

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CD – 901 Editions

Sulla 901 Editions, diretta da Fabio Perletta, torna Richard Chartier, che qui pubblica il suo primo album solista per la label. Fondatore e curatore della LINE, piattaforma dedicata alla sound art attiva sin dagli inizi degli anni Duemila, Chartier approda a questo lavoro dopo le precedenti esperienze in seno all’etichetta italiana: la collaborazione con Yann Novak nel 2013 e il progetto del 2016 con l’arpista Gwyneth Wentink, pubblicato sotto il moniker Pinkcourtesyphone. In Eventual, Chartier approfondisce le relazioni fragili e cangianti tra suono e silenzio, elaborando un percorso d’ascolto che esige concentrazione, disponibilità e un progressivo rallentamento della percezione. Qui il suono non si impone, ma si manifesta per gradi, richiedendo un ascolto vigile, quasi assorto, in cui ogni minima increspatura diventa elemento strutturale. Questo approccio, tuttavia, non è privo di rischi: la sottrazione spinta ai limiti estremi espone il lavoro alla possibilità di apparire impermeabile a chi non possiede strumenti adeguati per misurarsi con la sua disciplina percettiva. Lo spazio non è semplice contenitore, ma materia attiva; il tempo non procede in modo lineare, si dilata e si contrae, talvolta sembra sospeso in una stasi carica di attesa. La trama si articola attraverso frequenze che affiorano e si ritirano, impulsi tenui, vibrazioni che paiono consumarsi mentre ancora si stanno formando. Le micro-variazioni, gli scarti millimetrici, le modulazioni appena percettibili costituiscono l’ossatura di un impianto rigoroso, in cui ogni intervento è calibrato e ogni sottrazione pesa quanto un’aggiunta. Proprio in questa meticolosità si coglie una dimensione quasi ascetica, una volontà di controllo che argina ogni cedimento emotivo, mantenendo l’opera entro coordinate formali severamente vigilate. Prende forma così una tensione sommersa, costante ma mai dichiarata, che accompagna il lento dispiegarsi del lavoro senza offrire veri punti di approdo. È un’opera rarefatta, costruita su un minimalismo portato a un grado quasi assoluto, capace di avvolgere chi ascolta con una forza silenziosa ma anche di metterne alla prova la soglia di attenzione. L’assenza diventa densità, il quasi-nulla si trasforma in campo percettivo amplificato; eppure questo risuonare resta trattenuto, mai enfatico. In una estrema economia di mezzi, Chartier non ricerca l’effetto immediato o la gratificazione facile, ma la soglia: quel punto di equilibrio instabile in cui il suono sembra esistere sul limite della propria scomparsa. È un’estetica coerente, severa, talvolta intransigente, che conferma la lucidità compositiva dell’autore e al contempo ribadisce la distanza da qualsiasi compromesso comunicativo. Eventual si impone così come un lavoro di austera intensità, rigoroso fino all’ostinazione, capace di trasformare il silenzio in materia critica.

 

Richard Chartier – Eventual