Daniele Ciullini + Le Forbici di Manitù – Shadow Cones

leforbici

CD – Silentes

Si muove nel solco delle pratiche intermediali e della ricerca indipendente questa collaborazione fra Vittore Baroni e Daniele Ciullini, poi estesa anche al resto di Le Forbici di Manitù, collettivo italiano nato nel 1983 che ha attraversato diverse stagioni controculturali, collaborando con decine di musicisti internazionali e intrecciando suoni, poesia, arte postale e performance in un percorso creativo costantemente aperto. È Firenze, la città di Ciullini, questa volta, la base operativa: punto d’incontro tra Viareggio – dove risiede Baroni – e gli altri nodi della loro rete creativa. Una città che diventa specchio e cornice di storie e memorie condivise, con le sue strade, piazze e suggestioni che sembrano filtrare nelle trame sonore dell’album. Qui, tra vicoli nascosti e piazze celebri, si percepisce il costante dialogo tra passato e presente che anima ogni brano, come se la città stessa suggerisse ritmi, tensioni e paradossi. L’apertura con la title track “Shadow Cones” immerge subito l’ascoltatore in un paesaggio sonoro rarefatto, con le sequenze elettroniche che sottolineano i brevi interventi vocali femminili ripetuti come piccoli segnali. Non troppo distante per impostazione è “Traxman Redux”, che mantiene una tessitura elegante ma accentua l’aspetto vocale – qui più marcato e beffardo – evocando un tono citazionistico che gioca con riferimenti testuali e musicali di altre epoche. Più teso è “Oxidized Lieutenant”, dove l’elettronica prende corpo in maniera particolarmente articolata e compatta, mentre la voce maschile si spinge verso un canto volutamente sospeso fra quotidiano e teatralità. Non lontano dai registri finora esplorati si colloca anche “Biancone”, brano reattivo grazie agli eccessi vocali e agli accenni quasi operistici, sempre con una consapevole autoironia che alleggerisce l’impianto concettuale del progetto. In “Florence Caput Mundanity” la voce diventa più suadente, strizzando l’occhio al mondo della moda e dei brand, aggiungendo un contrappunto alle atmosfere più cupe e stratificate. Con “Lacerba Nights”, i toni si fanno ancora più vibranti e tesi: le sequenze incedono nervose, mentre le citazioni a Marinetti, Palazzeschi, Soffici, Sant’Elia e molti altri introducono un elemento letterario e storico assai potente e suggestivo. L’album restituisce una Firenze inedita, tra luci e ombre, tra misteri, vicende drammatiche e scorci quasi arcani. È un incontro (im)possibile tra canzone, cut-up e vocalità sperimentale, tra ambient-drone e industrial, fascinazioni d’antan e humour toscano. Si chiude con “A Mid-July Nightmare”, irresistibilmente ironica risposta al vecchio tormentone estivo “Luglio” di Riccardo Del Turco e Giancarlo Bigazzi, che suggella il cerchio tra allusione indiretta e mitologia urbana, lasciando l’ascoltatore un po’ stupito e con il sorriso sulle labbra.

 

Daniele Ciullini + Le Forbici di Manitù – Shadow Cones