VV.AA. – Ubikuitous | Music inspired by Philip K. Dick’s dystopias

ubikuitous

CD – Unexplained Sounds Group

Dalla Unexplained Sounds Group, etichetta napoletana sperimentale – o come loro stessi si autodefiniscono, “rete globale di disorientamento aurale” – un progetto discografico ideato e curato da Raffaele Pezzella, producer attivo anche sotto lo pseudonimo Sonologyst, arriva un’interessante raccolta dedicata a Philip K. Dick, autore visionario che, grazie a un originalissimo percorso intellettuale, ha saputo anticipare magistralmente un tema centrale della contemporaneità: il rapporto tra realtà e tecnologia, mettendo in luce come la manipolazione mediatica rappresenti la forma più subdola di controllo sociale, capace di rafforzare in modo ambiguo e flessibile i meccanismi del potere. Quello di essere “ubiquo” è il modo “nuovo” d’esercitare il dominio del capitale, che si fa algoritmico, predittivo, statistico e spasmodico, forte di una modellizzazione costantemente rivolta al presente e insensibile a qualsiasi soggettività. Il paesaggio planetario che Philip K. Dick dispiega non solo interiorizza l’incertezza che l’accentuarsi di una dimensione sempre più tecnologica implica, ma l’amplifica e la restituisce come percezione costante di instabilità, di realtà scomposta in livelli sovrapposti, simultanei e frammentari. Ubikuitous – Music Inspired by Philip K. Dick’s Dystopias si inserisce pienamente in questa prospettiva, costruendo un itinerario d’ascolto che privilegia la dimensione mentale e immaginifica del suono, più che la narrazione lineare o tematica. Gli artisti coinvolti – molti dei quali già noti nell’ambito delle produzioni sperimentali e post-industriali – interpretano le distopie dickiane attraverso registri differenti: dalle atmosfere sospese e cinematiche di Mark Hjorthoy e Borda, fino alle strutture più tese e percussive di Bruno Dorella o Richard Bégin, che sembrano tradurre in ritmo la tensione del controllo. Altrove, nei paesaggi siderali e stratificati di Oubys e vÄäristymä, emerge la dimensione allucinatoria e fragile dell’identità, come se il suono stesso fosse costretto a oscillare tra presenza e dissoluzione. È proprio Adi Newton, mai dimenticato frontman dei Clock Dva, che con “Non Psychogenic Ambivalence” offre uno dei contributi più emblematici: una composizione intrisa di inquietudine onirica, che si colloca perfettamente nel crocevia tra memoria, sogno e manipolazione percettiva. Nel complesso, la raccolta conferma l’attenzione della Unexplained Sounds Group per i territori di confine tra arte sonora e riflessione filosofica, dove la musica diventa un veicolo d’indagine e non solo un’esperienza estetica. Ubikuitous non si limita a celebrare l’immaginario di Dick, ma ne prolunga l’eredità, trasformando la sua visione in una costellazione acustica di inquietudini insinuanti e persistenti.

 

VV.AA. – Ubikuitous | Music inspired by Philip K. Dick’s dystopias