Louise Rossiter – Der Industrieplast, Pt. II

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CD – Oscillations

Louise Rossiter, compositrice acusmatica e performer con una solida formazione classica, per questo progetto ha registrato diversi strumenti – pianoforte, violino, viola e percussioni – ottenendo numerose sonorità che ha poi trasformato, processato e organizzato in una libreria di campioni, utilizzandole in Kontakt e suonandole in maniera assai libera ed espressiva attraverso un semplice controller MIDI. Der Industrieplast già nella prima parte del progetto, pubblicata da Oscillations nel 2023, metteva in luce l’interesse di Rossiter per una ricerca che intreccia immaginario sonoro e riferimenti storici, con espliciti rimandi alle celebri infografiche di Fritz Kahn. Nei tre brani che compongono quella prima implementazione – “Homo Machina”, “Neuronen” e “Synapse” – il corpo umano viene tradotto in paesaggi acustici che oscillano tra pulsazioni vitali, rumori meccanici e flussi elettrici, tracciando un percorso che fonde il biologico con l’industriale e suscitando una riflessione inevitabile sul materialismo sonoro,indotto dai dettagli come dalle atmosfere ampie e visionarie. In questo secondo capitolo, suddiviso in quattro tracce, “Fairytale Journey on the Bloodstream”, “Iris Key”, “Kernal” e “I_O”, Rossiter prosegue l’indagine spingendosi oltre la dimensione illustrativa e sviluppando ulteriormente la relazione tra corpo e macchina. I materiali sonori, sempre sospesi tra concretezza e astrazione, vengono articolati in strutture più complesse, dove il dato acustico si intreccia con una dimensione quasi teatrale. Ne risulta un lavoro che non solo amplia le intuizioni della prima parte, ma le approfondisce, suggerendo nuove prospettive sul modo in cui il suono può tradurre e reinterpretare immagini, processi e meccanismi dell’umano. Anche nel celebre poster a grandezza naturale del 1926, Der Mensch als Industriepalast – dal quale è stata tratta l’ispirazione iniziale e che è stato in parte utilizzato per l’artwork – la raffigurazione del corpo umano è immaginata come una sorta di fabbrica, con operai impiegati in diversi reparti. Il corpo diventa una vera e propria organizzazione aziendale, con molteplici linee di produzione, dove le funzioni organiche sono paragonate da Kahn a processi industriali o a situazioni d’ufficio quotidiane, così da rappresentare in maniera semplice meccanismi complessi. Se Kahn usava immagini e metafore visive per spiegare la complessità del corpo umano, Rossiter adesso trasforma quelle intuizioni in paesaggi sonori, invitando l’ascoltatore a un viaggio non dissimile, seppur guidato dall’orecchio. È in questo continuo rimando tra scienza, estetica e immaginazione che il progetto trova la sua forza, offrendo una riflessione tanto rigorosa quanto suggestiva sul rapporto fra organismo e macchina.

 

Louise Rossiter – Der Industrieplast, Pt. II