Zeno van den Broek, HIIIT, Gagi Petrovic & Machines – Relatum

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CD – MFR Contemporary Series

Man machine, semi human being, Man machine, super human being”. I Kraftwerk avevano già immaginato la nostra epoca cibernetica nel 1978 e tutte le relazioni che possiamo immaginare tra l’umano e l’algoritmico risentono forzatamente di quelle premonizioni sci-fi. Non possono essere analizzate, quindi, imparzialmente, alla luce delle nostre attuali conoscenze. Perché il futuro – come ben compreso da Alvin Toffler in quegli stessi anni – è arrivato troppo presto e nell’ordine sbagliato. Se ancora oggi desta stupore parlare di musicisti (umani) ed esecutori artificiali è comunque a un immaginario retrofuture che facciamo riferimento, seppure oggi quelle stesse visioni si siano materializzate in forme ben diverse da quanto immaginato. In Relatum Zeno van den Broek esplora questo spazio liminale dove umano e macchina non sono più entità contrapposte ma collaboratori in un dialogo sonoro che trascende le categorizzazioni binarie. Il tratto iniziale di “MA(N|CHINE)” presenta un’elettronica generativa che domina lo spazio sonoro con fredda autonomia, dove gli algoritmi respirano nella propria logica circuitale senza alcun intervento organico. È nel secondo movimento che la dicotomia diventa dialogo: i quattro percussionisti di HIIIT interagiscono con l’apparato elettronico e le modulazioni sui bassi e sulle scansioni timbriche danno vita a un gioco di riflessi e deformazioni sonore altrimenti impreviste. Il terzo atto si apre invece con una sincronizzazione tra tutti gli esecutori che gradualmente si dissolve in una serie d’incroci sempre più articolati, fino a concedere agli umani spazi improvvisativi, mentre i sistemi automatizzati assumono una funzione di sostegno ambientale. “From Voice to Pulse”, seconda composizione dell’album, riporta la sperimentazione a una delle forme espressive più arcaiche: l’incontro tra voce e percussione. Gagi Petrovic offre la propria vocalità – elaborata ma inequivocabilmente umana – a un contrappunto ritmico generato da macchine percussive progettate dallo stesso van den Broek. L’intero progetto è stato poi registrato e mixato da Frank Wienk, produttore interessato alla traslazione di suoni organici in sintesi algoritmiche, mentre la masterizzazione porta infine la firma di Jos Smolders, un artista sonoro la cui ricerca sul timbro ha attraversato decenni di sperimentazione elettroacustica. Nella sua equilibrata raffinatezza, insomma, questo progetto s’impone come una riflessione non didascalica sul rapporto tra uomo e macchina – non più entità contrapposte ma polarità complementari di un medesimo processo creativo in continua evoluzione.

 

Zeno van den Broek, HIIIT, Gagi Petrovic & Machines – Relatum