John Tilbury, Keith Rowe, Kjell Bjørgeengen – Flicker, Scratch & Ivory

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CD – true blanking

Kjell Bjørgeengen, Keith Rowe e John Tilbury sono tre figure centrali della musica sperimentale contemporanea, ciascuno con una traiettoria che ha contribuito a ridefinire ambiti contigui. Bjørgeengen, artista visivo norvegese, ha rivoluzionato il dialogo tra suono e immagine con le sue installazioni minimaliste e il suo approccio concettuale alle frequenze elettroniche. Rowe, pioniere della chitarra preparata e fondatore del gruppo AMM, ha ridefinito per oltre mezzo secolo cosa significhi suonare uno strumento, influenzando generazioni di improvvisatori. Tilbury, pianista britannico, è riconosciuto come interprete di riferimento per le opere di Morton Feldman e Cornelius Cardew. La sua attività si caratterizza per un controllo formale rigoroso, una sensibilità acuta per il dettaglio sonoro e una capacità di lavorare con il silenzio come elemento strutturale. Insieme, questi tre giganti dell’avanguardia creano un linguaggio sonoro che trascende le convenzioni musicali tradizionali. In questo lavoro, i tre si concentrano su un linguaggio fatto di minimi gesti: brevi affioramenti sonori, sottili abrasioni di texture e la delicata transitorietà del pianoforte. È un’opera che si dispiega con la gradualità di un organismo che prende forma quasi impercettibilmente, dove i fondali elettronici agiscono come un terreno vibrante da cui emergono note isolate, destinate a svanire nel momento stesso in cui si manifestano. Non è certo un disco che asseconda aspettative convenzionali: piuttosto, invita a seguire una logica altra, fatta di presenze sfumate e silenzi carichi di intenzione. Sono tre le composizioni presentate: una estesa, “Flicker, Scratch & Ivory”, che con i suoi quasi quarantanove minuti dà il titolo all’uscita, e due più brevi, essenzialmente due estratti, rispettivamente di 4:46 e 6:20 minuti. La traccia principale è il fulcro dell’intero lavoro: un flusso senza fretta, in cui il tempo sembra dilatarsi fino a perdere contorni definiti. La distinzione tra gesto e ascolto si assottiglia; il suono si insinua come una corrente sotterranea, a tratti impercettibile, che richiede all’ascoltatore una concentrazione priva di aspettative. Anche nei due estratti, l’interazione tra Rowe e Tilbury è sottile ma pregnante – la chitarra trattata emerge come un soffio metallico o una vibrazione distante, mentre il pianoforte disegna accenni melodici che si dissolvono prima di fissarsi in una forma riconoscibile. L’intervento elettronico di Bjørgeengen non si impone mai, ma pulsa come un tessuto connettivo che lega le componenti in una trama fragile e sfuggente. L’esperienza di ascolto non offre appigli immediati: richiede tempo e una certa disposizione a lasciarsi avvolgere da un suono che non mira a impressionare, ma a insinuarsi lentamente, quasi a livello subliminale.

 

John Tilbury, Keith Rowe, Kjell Bjørgeengen – Flicker, Scratch & Ivory