Pietro Grossi (Sergio Armaroli) – OSTN

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CD – Gruenrekorder

Un pensiero profondamente radicato nei processi reali, osservati e poi codificati in modelli astratti, ha guidato la carriera di Pietro Grossi: musicista, compositore, teorico e pioniere dell’informatica musicale, fondatore dello Studio di Fonologia di Firenze e figura seminale della sperimentazione elettronica italiana. Scomparso nel 2002, Grossi sosteneva un approccio matematico e procedurale alla musica, anticipando quella che oggi chiameremmo logica algoritmica. Il suo spirito rivoluzionario, pur partendo da una formazione classica da violoncellista, puntava alla liberazione del musicista dagli “strumenti inerti”, cioè gli strumenti tradizionali, in favore di una musica senza esecutori, dove l’ascolto è il centro e la tecnologia diventa strumento di emancipazione. La sua era una visione utopica ma lucida: svincolare la produzione musicale dalla fatica fisica dell’esecuzione, per focalizzarsi sull’organizzazione del suono come esperienza e architettura. In questa nuova uscita di Gruenrekorder, all’interno della preziosa collana Sound Art Series, è Sergio Armaroli a farsi interprete e medium del pensiero grossiano. Compositore, docente e studioso della sua opera, Armaroli ha dedicato anni alla comprensione profonda di quel pensiero, fino a diventarne uno degli interpreti contemporanei più autorevoli. Le sei tracce di OSTN (Ostinati) per vibrafono e nastro non sono semplici esecuzioni, ma vere e proprie traduzioni sonore. Armaroli le definisce “moving soundscapes”: paesaggi sonori in movimento che mantengono la grana specifica di ogni campo come centro di gravità sonora. Il vibrafono, scelto come strumento di risonanza e distanza, diventa un ponte ideale con la visione di Grossi, per la sua capacità di produrre suoni sospesi, sfuggenti, capaci di abitare lo spazio senza dominarlo. Su queste basi s’innesta la serie degli OSTN, dove ogni ostinato sviluppa un’identità sonora distinta. Il primo copre l’intera gamma del vibrafono con un tremolo costante, da lento a veloce. Il secondo dissolve un singolo tremolo in salti intervallati che s’intrecciano col nastro in un legato non-melodico. Il terzo esplora l’aspetto ritmico con pulsazioni lente e costanti. Il quarto, evocativo e immateriale, è descritto da Armaroli come “voce dei morti” o “voci eteriche”. Il quinto è una pausa contemplativa, di sospensione e ascolto profondo. Il sesto e ultimo riporta in scena il corpo, attraverso un’improvvisazione frammentata, “quasi furiosa ma che si diluisce”. OSTN è più di un omaggio: è un atto di trasmissione viva, una dimostrazione di come la ricerca sonora di Grossi possa ancora oggi generare nuovi ascolti e nuove forme di pensiero musicale. Un’eredità che continua a trasformarsi.

 

Pietro Grossi (Sergio Armaroli) – OSTN