Rubbish Music – Fatbergs

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CD – Persistence of Sound

Rubbish Music è il progetto che unisce due figure centrali della sperimentazione sonora: Kate Carr, sound artist specializzata in field recording, e Iain Chamber, accademico attivo nei campi dell’antropologia, della sociologia e degli studi culturali, un teorico che vanta una lunga attenzione alle pratiche estetiche e performative. Insieme esplorano il rapporto tra suono e contesto, fondendo le rispettive competenze in un’indagine acustica che si muove tra ricerca epistemologica e sensibilità compositiva. In Fatbergs la cornice concettuale è esattamente quella che suggerisce lo stesso moniker adottato: ovvero rifiuti maleodoranti che proliferano nelle nostre città sotto forma di salviette umidificate, pannolini, scarti alimentari, grassi e oli, metafora neanche troppo simbolica di ciò che è sporco, rifiutato e marcio nella nostra società. Attraverso cinque composizioni stratificate, Carr e Chamber invitano a un’immersione nei territori dell’abiezione quotidiana, trasformando l’invisibile in udibile. Questi agglomerati sotterranei diventano punto di partenza per una narrazione che va oltre la semplice documentazione. Rumori industriali, riverberi acquatici e frequenze abrasive si intrecciano in paesaggi sonori inquieti, delineando una tassonomia dell’immondizia contemporanea. L’intero lavoro è attraversato da una tensione costante: alla materia sonora che evoca decomposizione e scarto, si contrappone una struttura compositiva rigorosa, quasi ordinata, che conferisce un’estetica paradossale al rifiuto stesso. L’album ci ricorda che nulla scompare davvero: ciò che gettiamo ritorna, trasformato ma presente, a interrogarci sulle conseguenze delle nostre abitudini. Solo l’ironia dei titoli e, in parte, la “pulizia” del risultato riescono ad attenuare il senso di disagio per qualcosa che, pur frutto della mancanza di una visione ecologica complessiva, riguarda anche la nostra coscienza individuale. Fatbergs non è solo un’esperienza sonora, ma una riflessione profonda su ciò che scegliamo di ignorare. Ciò che finisce nel sottosuolo – fisico e metaforico – non viene cancellato, ma solo escluso dalla nostra percezione. Rubbish Music ci obbliga invece ad ascoltare proprio ciò da cui ci allontaniamo, restituendo dignità artistica e concettuale al rimosso e al degradato. Carr e Chamber compiono così un gesto tanto politico quanto estetico, mostrando come l’arte possa intervenire nei margini del vivere urbano per aprire spazi di consapevolezza. Il risultato è un’opera disturbante e sofisticata, capace di dosare con precisione ironia, rigore teorico e complessità sonora.

 

Rubbish Music – Fatbergs