Jos Smolders – Textuur 2 [ |​|​|​| – – – – ]

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CD – Crónica

Seconda implementazione della serie Textuur, nella quale Jos Smolders s’interroga sui possibili processi di privazione del contesto originario – o se preferite di hijacking – relativo ai suoni, tagliandoli in piccoli pezzi, infondendo loro una sorta di straniamento che modifica la maniera di percepire una qualsivoglia trama musicale. Se i suoni vengono separati dalla loro fonte e come tali separati da ciò che rappresentavano originariamente, che cosa rimane infine che possa esprimere una qualche qualità? Textuur 2 prosegue l’indagine che Jos Smolders aveva quindi già intrapreso, approfondendo ulteriormente i temi della frammentazione e della rimozione, lavorando minuziosamente su una sorta di smantellamento sonoro, un processo in cui le fonti originali diventano sempre più difficili da distinguere. La privazione intenzionale e meticolosa crea un senso di vuoto e ciò che viene ascoltato diventa quasi anonimo ma allo stesso tempo dotato di una nuova capacità espressiva. L’assenza del riferimento alla fonte originaria trasforma ogni suono in un’unità autonoma, libera dai vincoli di un significato precedente. Smolders esplora le possibilità offerte da questa condizione di sospensione, creando texture sonore che non solo sfidano il concetto di musica come narrazione ma che pongono l’ascoltatore di fronte a un’esperienza ancora più astratta e puramente percettiva. Il risultato è un lavoro in cui il silenzio e lo spazio vuoto giocano un ruolo cruciale, permettendo all’ascoltatore di confrontarsi direttamente con il suono come evento isolato. L’aspetto più affascinante è come si creino – attraverso la frammentazione – nuove possibilità espressive: ciò che è stato privato del suo contesto diventa una sorta di tela bianca su cui Smolders dipinge una nuova esperienza sensoriale. Il risultato non è solo un’astrazione di foggia concettuale, ma una sfida percettiva che lascia all’ascoltatore il compito di reinterpretare e riconsiderare il ruolo e il significato del suono stesso. Con questa seconda raccolta Smolders affina ulteriormente la sua tecnica, consegnandoci un lavoro comunque enigmatico, radicale e affascinante, dove due gruppi di suoni sono messi a confronto – i campioni del materiale originale e le permutazioni – risintetizzati in una nuova trama. Ogni permutazione – quindi – è il risultato di un nuovo approccio e gli ascoltatori possono indagare in quale punto la fonte e il significato di quella fonte scompaiono nella superficie sonora in cui è intrecciata. Sono inoltre anche invitati a progettare idealmente una propria permutazione o permutazione della permutazione, in un gioco di rimandi esaltante e idealmente senza fine.

 

Jos Smolders – Textuur 2 [ |​|​|​| – – – – ]