Celer – Cursory Asperses

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CD – Room40

Sono catture auditive di suoni d’acqua quelle che vengono esibite da Celer in Cursory Asperses, provenienti da vari fiumi, ruscelli, laghi, spiagge e piscine, effettuate facendo ricorso a registratori a cassette e combinate con sonorità di strumenti musicali, quali sintetizzatori, un organo, un violoncello, un pianoforte e strumenti ad arco. Questi elementi – ancora non erano arrivate le DAW e i VST – sono poi stati mixati evitando di utilizzare tecniche tradizionali, implementando invece un processo di elaborazione che applica una convoluzione tra due segnali utilizzando un software, senza l’esigenza, inoltre, di farlo in tempo reale. Il risultato è un flusso sonoro che non cerca la perfezione tecnica o la linearità melodica, ma piuttosto un effetto immersivo e quasi etereo, dove le registrazioni ambientali e le componenti strumentali si fondono in modo organico. Celer esplora il concetto di paesaggi sonori come entità fluide e dinamiche, che si trasformano costantemente sfuggendo ad ogni categorizzazione. Il costante dialogo tra suono naturale e artificiale non crea contrasti netti, bensì un amalgama che risulta spesso indistinguibile tra le fonti acustiche e le manipolazioni digitali. Le otto composizioni presentate si sviluppano in guisa di lunghe ondate che cullano l’ascoltatore in un viaggio meditativo attraverso i ricordi sonori e le emozioni che evocano. La scelta di non lavorare in tempo reale ha permesso a Celer di esplorare nuove possibilità di manipolazione del suono, rallentando e distorcendo gran parte delle registrazioni, creando un senso di sospensione che accompagna l’intero album. Non c’è una narrazione esplicita o uno sviluppo tematico evidente: ogni pezzo evolve lentamente, suggerendo uno stato di quiete interiore, ma anche di malinconia. Le tracce non hanno l’urgenza di svilupparsi d’impatto e piuttosto si concedono il lusso di dilatarsi, quasi come se il loro stesso flusso fosse rallentato, invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda. Lo scorrere continuo dell’acqua, che è il tema principale dell’album, diventa simbolo di un andamento lento e incessante, una metafora tout court sull’esistenza e sulla sua transitorietà. L’acqua, con la sua capacità di adattarsi a qualsiasi forma, diventa lo specchio sonoro della flessibilità e dell’impermanenza. La palette sonora, ricca ma mai sovrabbondante, offre una vasta gamma di texture che mantengono sempre un senso di coesione e unità. Cursory Asperses è un’opera che richiede pazienza e un ascolto attento, capace di avvolgere e far immergere chi lo affronta in un’esperienza sonora totalizzante e contemplativa.

 

Celer – Cursory Asperses