Scanner – The Phenol Tapes

scanner-the-phenol-tapes

CD – Alltagsmusik

Il Kilpatrick Phenol è un sintetizzatore uscito all’incirca nel 2015 e quindi non strettamente apparentabile a quella vastissima categoria di strumenti elettronici vintage, spesso oggetto in questi tempi di un’attenzione spropositata e che sicuramente oltre alla bontà dei suoni e a una solida costruzione di base devono il loro successo a quello strano fenomeno che prende il nome di feticismo dell’offline. Eppure, anche in questo caso, un po’ di retromania persiste, perché l’ispirazione è comunque ai sintetizzatori modulari d’antan, alla loro esperienza d’utilizzo e filosofia. Poco importa comunque tutto questo ai fini dell’ascolto di The Phenol Tapes, perché Scanner aggiungendo al piccolo synth solo un pedale per chitarra riesce comunque a creare un impasto musicale senza tempo, dalle forti cadenze oniriche e spaziali. Il progetto si deve a una residenza della Robert Rauschenberg Foundation e le registrazioni hanno avuto luogo fisicamente in una capanna di pescatori in legno nell’isola di Captiva, in Florida, nella quale Robin Rimbaud si è trasferito per sei settimane nel 2017. Il risultato è uno splendido album ambient, con paesaggi sonori decisamente sereni e fluidi, segnati solo da calibrate field recording che accompagnano alcuni pezzi: falchi pescatori, picchi e pellicani, principalmente registrati dalla stessa stanza, lasciando che la vita fuori dalla finestra possa far capolino fra i solchi. Come scrive lo stesso Scanner “è una raccolta di opere soffuse e meditative, accoglienti, scintillanti e ipnotiche”, che solo in due episodi delle dieci composizioni presentate prende le forme di amalgami più scuri e granulosi. Il contesto ha fatto la differenza e la semplicità d’intenti – ovvero sperimentare le molte opzioni che offre un nuovo synth – scandita da ritmi più naturali di quelli londinesi infonde una sorta di beatitudine alle sequenze, che illuminate dal sole della California, negli spazi che effettivamente furono residenza e studio per Rauschenberg, brillano adesso astratte e solo in alcuni episodi ritmiche, a dimostrazione che anche limitando le scelte a volte il risultato può essere particolarmente arioso e significativo. Non si tratta – sia ben chiaro – di componimenti che cambiano la storia della musica e nemmeno del genere al quale in qualche modo fanno riferimento. Non è questo il loro intento e del resto Scanner non ha bisogno di rimarcare ad ogni uscita il suo approccio comunque sperimentale e interdisciplinare, ricco delle mescolanze più disparate e sempre fecondo di un modus operandi assai concettuale, critico e lirico. L’etichetta sulla quale vede la luce il progetto è quella di casa, l’Alltagsmusik, il cui ethos è quello di promuovere nuovi lavori, comprendendo differenti media e dando estrema importanza alle collaborazioni, che per Scanner sono sempre state il punto centrale della sua operatività.

 

Scanner – The Phenol Tapes