Polisonum – 778FS

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cassette – Ricerca Sonora

Filippo Lilli e Donato Loforese, aka Polisonum, ricordano spesso come i suoni per loro natura siano legati a un’assoluta unicità degli eventi. Bisogna quindi essere presenti, trovarsi sul posto, sapere cogliere il momento nel quale in un preciso luogo un’emissione acustica prende forma. “Il suono esiste se esistono le circostanze che lo rendono possibile, se esiste in quel momento qualcosa disposto ad oscillare al suo stesso moto”. L’occasione nel caso di 778FS è data da una passeggiata di sei ore lungo un tratto dismesso della ferrovia Castellaneta – Gioia del Colle, in Puglia, escursione cadenzata dalla distanza delle vecchie traversine arrugginite, lungo un percorso che nonostante il successo turistico della regione non ha ancora trovato soluzioni urbanistiche efficaci e comunque compatibili a nuove funzionalità. Il fascino ambientale di una passeggiata in aperta campagna è comunque assicurato, comprensivo di una certa nostalgia per un passato indistinto e per le fascinazioni ruin porn che sempre affiorano quando qualcosa con una sua precisa struttura architettonica e una vocazione formale viene abbandonata. Rimangono sul percorso soltanto le rotaie (troppo pesanti per essere rubate) e avanzi di meccanismi una volta utili al funzionamento di tutto il sistema, che nel frattempo è dissolto, depredato e dove lo sferragliare dei treni è soltanto immaginario, l’ultimo sussulto che ci sovviene nella memoria di uno spazio indeciso, di una subnatura che si colloca tra il mondo naturale e l’artificialità dei processi industriali e di urbanizzazione. È un report di realtà eterogenee e disperse quello del duo, che è a suo agio in questi territori liminali, spazi che possono essere fisici, emotivi o anche metaforici, qualcosa di comunque tangibile che si può riconoscere nella sua intima essenza. L’indagine audio-video procede senza interruzioni, in un accumulo sensibile di dati sullo spazio, un flusso continuo di stimoli eterogenei, in una successione casuale di connessioni tra immagine e suono, che rivela soprattutto la frammentazione e l’indeterminatezza dei luoghi attraversati. “Il suono nasce, attraversa un tempo e si estingue per non ritornare mai più udibile”. Gli spazi liminali sono soprattutto realtà psicologiche, uno spostamento sensibile fra vita quotidiana e modi di essere e pensare, che coinvolgono emotivamente zone incerte della nostra percezione, che nella mente danno vita a nuove connessioni, che portano l’indeterminato e il vacuo verso orizzonti più trasformativi e preziosi.

 

Polisonum – 778FS