Diego Behncke – Machine Anamnesis

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LP – Prensa Manual

Diego Behncke attiva un complesso reticolo di settaggi, scelte e azioni musicali utilizzando i testi di Foirades/Fizzles, una collaborazione tra Samuel Beckett e Jasper Johns sfociata in quello che è considerato uno dei libri di artisti più importanti della seconda metà del XX secolo, aggiungendo anche elementi discorsivi estratti da Pour en finir avec le jugement de Dieu, una creazione radiofonica di Antonin Artaud risalente al 1947 e infine con frammenti che si devono a J.L. Borges, estrapolati da Del rigor en la ciencia e La biblioteca de Babel. Il procedimento messo in atto dallo sperimentatore cileno adesso di base a Berlino prevede la scomposizione e la ricomposizione di questi materiali testuali, utilizzando una logica ricorsiva, ovvero tramite l’esecuzione d’algoritmi che comportano una semplificazione e suddivisione dell’insieme di dati, che poi sono a loro volta ulteriormente sottoposti a similari trattamenti sempre facendo leva sullo stesso algoritmo. Il risultato è altamente suggestivo e prende le forme di un elettroacustica di taglio elettronico, ricca di sequenze molto disturbate, robotiche e proliferanti, solcata da iperboli digitali, glitch, vortici e dissonanze d’ogni tipo. Oltre ad un uso ricorsivo della sintesi per convoluzione e ai sintetizzatori modulari controllati da computer per la sintesi FM, molteplici sono stati i software che sono serviti a Behncke per ottenere una distintiva resa sonora: ad esempio Orchidea per l’orchestrazione delle parti, ACToolkit per vari strumenti di sintesi digitale, CatOracle/CataRT per la sintesi concatenata basata su corpus, un Yamaha Vocaloid e WaveNet per la sintesi vocale. Sono proprio le voci che sintetizzate funzionano da meccanismi di richiamo e la sommatoria degli effetti rende incerto stabilire nella creazione artistica quanto ci sia di macchinico e quanto sia invece frutto di precisi interventi umani, dicotomia che diventa però irrilevante se si supera una evidente alterità autorale e ci si pone in un ottica pienamente post-human, che non è il futuro – del quale abbiamo perso ricognizione – ma il qui ed ora che è assolutamente segnato da nuove e nuovissime modalità di produzione. S’allude esplicitamente alle tecnologie di intelligenza artificiale anche se in questo lavoro il processo creativo è solo messo in moto a partire da un testo sorgente che si traduce in output attraverso tutta una serie di trasduzioni, seguendo percorsi piuttosto misteriosi e affastellati in strutture di relazioni non sempre lineari, volutamente offuscate e residuali, risultato di un sottoinsieme ambiguo di apparati concettuali e tecnici.

 

Diego Behncke – Machine Anamnesis