LIVE/WORK, charitably unconscious

LIVEWORK

Vari pannelli di plexiglass appesi al soffito, posizionati in successione, riempiti con vari strati di gel colorati, abitati da formiche operaie. Così è costituita l’installazione LIVE / WORK di Brad Tormel. L’esperimento dell’artista consiste in primo luogo nel mettere alla prova la loro capacità di cooperare in una situazione di estremo agio. Il gel in cui le formiche sono immerse é infatti una sostanza altamente nutriente. Cosa faranno i laboriosi insetti dopo aver costruito la loro casa di cunicoli comunicanti e golosi? Nonostante prove di ulteriori stimoli sperimentate dall’artista le formiche non fanno molto altro se non continuare ad accumulare ordinatamente le riserve di cibo, buona parte del tempo in autonomia, seguendo reiterati percorsi solitari. Ma questo e’ solo il primo risultato della ricerca dell’artista, che segue una narrativa ben più complessa. A loro insaputa le formiche sono infatti protagoniste di una gara di beneficenza: vince chi ha accumulato più cibo. Ma il premio non è destinato alla comunità degli amorevoli insetti. I colori dei gel scelti per i pannelli identificano i beneficiari della competizione: sono gruppi di esistenti ONG selezionate dall’artista, alle quali sarà devoluto parte del ricavato dalla mostra. L’operazione non è chiaramente un mero esercizio di crowdfunding. Il processo della donazione inconsapevole così strutturato forse rappresenta l’assetto attuale dei nostri percorsi digitali. Come le formiche nei gel colorati, per tutti sembra ormai consueto abbandonarsi nella bambagia delle informazioni customizzate sui nostri interessi, frutto del tracciamento delle nostre navigazioni quotidiane in rete. Come se fosse estremamente faticoso allontanarsi dai percorsi prestabiliti, diamo quotidianamente in beneficenza le nostre vite private sotto forma di continui immateriali dati, che pesano invece enormemente nei bilanci di chi ci offre servizi e facilitazioni. Chiara Ciociola

 

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