Project Hope, la net art per la speranza.

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10.01.02 Project Hope, la net art per la speranza.


Project Hope, è una raccolta di 28 contributi sperimentabili online, che tecniche e approcci che rispecchiano la diversità e la conseguente ricchezza, di culture e filosofie sul tema ‘speranza’. Da segnalare ‘Humanity’, poesia animata di Birgitta Jonsdottir + Reiner Strasser, ‘Unreel Dreams di Barry Smile’, una versione techno-vettoriale del ‘mago di oz’, ‘Oppen do down’ di Jim Andrews, uno swing vocale con le voci selezionabili tramite le rispettive frasi da cliccare, ‘Monologue 16: Shalom Alechem’ di Duc Tuhan, i danni di un conflitto che rispuntano subito dopo la loro eliminazione, ’12 hours’, il progetto quasi decennale di raccolta d’immagini di Bad Brace, ‘hop! hop! hop!’ i form minimali di Antoine Moreau, ‘waiting’ un’altra poesia recitata da sintetizzatori vocali delle Digitalsistersindeed, ‘beijo/The kiss’ di Wilton Azevedo, baci non lineari, ‘hope’ di Peter Howard, animazione di colori mimetici e sangue a tempo con il brano di sottofondo, ‘hopes’, frase collettiva di Annie Abrahms, ‘PanPazimagine’ (nell’immagine) di Clemente Padin e Alexandre Venera, animazione interattiva di simboli dell’occidente in una luce oscura, ‘hope’ di Babel, poesie autogenerate, ‘hope and fortune cookies’ di Loz, criptici messaggi provenienti da biscotti della fortuna e ‘Innocentes 14.000′, una macabra poesia sonora di Fatima Lasay.