Archivi tag: art

Life vs Life, automi cellulari in lotta.

Life vs Life

Negli anni settanta il matematico John Horton Conway ideò un software che dimostrava come fenomeni molto complessi come l’equilibrio degli ecosistemi potessero essere descritti tramite concatenamenti di eventi molto semplici. The game of life →

Netmage 04, live media floor.

Si svolge in questi giorni a Bologna Netmage 04, festival internazionale che promuove l’incontro fra cultura visuale e musica elettronica in varie sfaccettature. Gli artisti, infatti, provengono perloppiù da quest’ultimo ambito e rappresentano molte delle tendenze più →

Telesquishy, morbide e distanti presenze.

La sensazione di essere soli davanti allo schermo e l’insopprimibile esigenza di contatto e gratificazione istantanea della comunicazione con altri esseri umani è una delle peculiarità del collegamento in rete, in cui si è potenzialmente in comunicazione →

Trails, il lag dell’immagine in rete.

“Trails #1 #2” è il nuovo progetto dello statunitense Edward Tang. Si tratta dell’ennesima interpretazione del paradigma secondo il quale la tecnologia può essere interpretata come uno specchio atto a riflettere alcuni aspetti dell’identità visuale e sociale →

Oeil Complex, globi oculari reattivi.

Simbolo di ghiotta preda dei comunicatori senza scrupoli nell’era mediatica il globo oculare e le palpebre che si schiudono rappresentano un coacervo di simboli e significati, riconoscibili a vari livelli da un qualsiasi spettatore. L’occhio e i →

Vj-Fleet, automobili come schermi.

La mobilità nello spazio urbano delle informazioni testuali, sonore e visive opportunamente assemblate, è un terreno di sperimentazione fertile, pronto a raccogliere i frutti delle intersezioni fra reti wireless che ricoprono le città. Le possibilità di girovagare →

Scratch Code, media art del passato.

Scratch Code

Per chi lavora continuamente ai confini col futuro prossimo, è molto salutare guardarsi alle spalle, per capire meglio il presente e considerare con accresciuta coscienza le possibili conseguenze future. L’arte dei nuovi media, quindi, spesso →