Florian Hecker – Natural Selection

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CD – PAN

Le nove tracce scelte da Florian Hecker per Natural Selection riflettono un approccio fondato su metodi di sintesi molto specifici, in cui, a differenza di altri lavori precedenti, l’unità dell’album non passa attraverso una narrazione lineare ma si sviluppa piuttosto come un insieme di relazioni sottili tra i brani. Anche la marcata disomogeneità delle durate – da meno di un minuto a oltre mezz’ora – suggerisce come qui emerga una produzione più aperta e sperimentale, svincolata da strutture rigide e vicina a una serie di indagini sonore parallele, orientate più all’esplorazione dei processi che alla definizione di forme chiuse. Ne emerge un insieme di studi interconnessi, legati non da una trama, ma da interrogativi comuni sulla sintesi, sulla percezione e sulla metamorfosi del suono. Ogni traccia riflette un percorso di ricerca ancora in evoluzione, incentrato su temi quali l’ascolto meccanico, i sistemi di sequenziazione automatizzata e le prospettive della cognizione sintetica, ampliando e approfondendo direzioni che Hecker aveva già iniziato a delineare in altri contesti espositivi e installativi. Non è casuale che l’artista stesso descriva l’album come una “costellazione di pezzi nati da indagini affini”: una definizione calzante, anche se gli esiti risultano spesso molto diversi tra loro per struttura, densità e articolazione, oltre che per il modo in cui occupano e modellano lo spazio acustico. È proprio in questa varietà che si manifesta la coerenza più profonda dell’opera, la cui unità risiede nel metodo e nell’approccio analitico più che nell’apparenza formale. Dopo la brevissima scarica iniziale di “f92ex0.03”, con “Syn 21845 8 J15 Q12”, co-sviluppato con l’analista uditivo computazionale Vincent Lostanlen, il materiale sonoro viene analizzato e riorganizzato attraverso rappresentazioni tempo-frequenza, producendo un’illusione percettiva in cui le direzioni temporali sembrano sovrapporsi, pur senza che alcun suono venga realmente invertito. Altrove Hecker riconfigura strumenti di analisi come generatori sonori (“m syn 260e 2402”), modella algoritmi di riverbero in texture dense e meccaniche (“Layer”) e lascia affiorare addensamenti pulsativi e risonanze a bassa frequenza in “m syn bold heuristic driver”, dove frammenti discontinui sembrano temporaneamente coagularsi in una tensione quasi ritmica. Il brano conclusivo, “M 35/36”, dilata invece queste ossessioni in un percorso auditivo di circa 35 minuti, in cui evoluzioni timbriche, spettri fantasma e slittamenti d’intonazione s’intrecciano in una struttura continua che esplora la percezione e la trasformazione del suono su scala estesa. Natural Selection si conferma così uno dei lavori più rigorosi e al contempo coinvolgenti dell’artista: metodico e analitico nella costruzione, ma capace di generare un’esperienza d’ascolto intensa, dinamica e sorprendentemente avvincente.

 

Florian Hecker – Natural Selection