Eamon Sprod – Foil Void Join Avoid

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CD – Sonic Rubbish

Eamon Sprod è un field recordist che ricordiamo avvezzo a collaborazioni importanti, come quelle con Eric La Casa nel 2019, con David Prescott-Steed nel 2022 e, in passato, con Ernie Althoff. Da tempo il suo lavoro si muove lungo il crinale che separa documentazione e intervento, osservazione e manipolazione, con un’attenzione quasi scultorea al dettaglio sonoro e alle qualità fisiche degli ambienti attraversati. Con Foil Void Join Avoid, lo sperimentatore australiano, attivo anche sotto il moniker Tarab, torna a interrogare la materia acustica attraverso un processo di raccolta, sottrazione e ricomposizione che si estende su più anni e piani. I suoni – trovati, presi in prestito o sottratti – vengono intercettati e disposti in nuove configurazioni, in una trama che evita la linearità e privilegia attrito, giustapposizione improvvisa e vuoto come elemento strutturale. Non c’è intento descrittivo: ciò che emerge è piuttosto una geografia mentale fatta di superfici, risonanze e intercapedini, dove l’azione minima può diventare evento e la vibrazione un dispositivo narrativo. L’ascolto rivela come Sprod sappia modulare la percezione del tempo e dello spazio: alcuni episodi risultano densi e quasi palpabili, altri si aprono in vuoti che invitano a percepire la dimensione materiale dei suoni, come se il silenzio fosse un elemento attivo della composizione. I dettagli più minuti – un fruscio metallico, il rimbombo di una porta, un’eco improvvisa – non restano mai isolati, ma si intrecciano, generando tensioni e spostamenti nello spazio percettivo dell’ascoltatore. L’attenzione si concentra non solo su ciò che avviene in primo piano, ma anche sulle microvariazioni periferiche, sugli scarti e sui residui, che contribuiscono a dare coerenza e ritmo all’insieme. Sprod sembra operare come un tessitore di ambienti sonori, capace di far emergere la fisicità dei materiali e la loro interazione con lo spazio circostante. L’esperienza dell’ascolto diventa così attiva e immersiva: si percepiscono le vibrazioni che si propagano, la densità dell’aria e delle superfici, le fratture e le aperture improvvise che disegnano percorsi imprevedibili nella trama sonora. Foil Void Join Avoid si configura così come un lavoro coerente e stratificato, in cui la pratica del field recording si emancipa dalla pura registrazione per farsi costruzione articolata e relazionale, restituendo la materia sonora nella sua complessità e nel suo dinamismo intrinseco. Ne emerge un esito rigoroso ma non freddo, in cui la struttura compositiva convive con una percezione corporea del suono, a conferma di quanto Sprod sia capace di trasformare l’ambiente in materia viva, modellata con precisione e lasciata vibrare nel tempo e nello spazio di chi ascolta.

 

Eamon Sprod – Foil Void Join Avoid