RWM MK1, manipulating physical radio space

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L’opera RWM MK1 di Arthur Lucchesi è un sintetizzatore elettronico che cattura segnali radio e permette di rielaborarli secondo diverse strategie in tempo reale. Lo spettro delle onde captate è maggiore dei classici standard AM/FM; il dispositivo riesce quindi ad intercettare il rumore elettromagnetico generato nell’ambiente e lo riporta nella banda acustica. Il processo ideato dall’artista è dichiaratamente ispirato da una serie di elementi: la scoperta da parte di Jocelyn Bell della stella di neutroni pulsar, inizialmente riconosciuta come sorgente radio pulsante; il programma SETI della NASA nato per leggere (e trasmettere) segnali radio oltre il sistema solare, come il misterioso segnale Wow! registrato nel 1977; le opere di musicisti come Tim Hecker, famoso per aver rielaborato  in suono il rumore bianco; e infine Gustav Holst e la sua suite per grande orchestra ispirata ai pianeti e all’astrologia. Tutti questi riferimenti hanno in comune l’esplorazione sonora dello spazio e della sua capacità di accogliere presenze e relazioni apparentemente impercettibili se non decodificando le onde emesse. L’effetto di un siffatto apparecchio è quello di scatenare un’irresistibile impellenza dell’andare a caccia di suoni. Forse anche perché nonostante la loro invisibilità, le onde sonore potrebbero paradossalmente essere uno degli ultimi baluardi fisici direttamente constatabili in un ecosistema informativo visivamente ingannevole, nel quale è sempre più ostico risalire alle fonti tangibili, al di là della loro rappresentazione. Chiara Ciociola

 

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