Noémi Büchi – Matter

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LP – OUS

“La musica ci dà l’illusione che il tempo non sia tempo, ma spazio. È allora che la musica si trasforma da processo a oggetto”, così Noemi Buchi, che trova molto interessante una materializzazione del processo sonoro, perentoriamente ci introduce a Matter, suo album di debutto per OUS, etichetta italo-svizzera guidata da Ink!, Feldermelder, IOKOI e JJ. “Il suono è materia”, questo è il mantra della compositrice e artista sonora anch’essa elvetica, avvezza ad un sinfonico massimalismo elettronico, in una delicata sintesi d’intrecci densi e astrazione elettroacustica orchestrale, che esplora il potenziale di consonanza e dissonanza, modulando irregolarità e passaggi maggiormente armonici, creando un’esperienza d’ascolto totalmente espansiva e coinvolgente. Noémi Büchi, che ha esordito su Light of Other Day nel 2019 con l’EP Matière e nel 2020 ha pubblicato per la tape label Visible Dinner For Invisible People una seconda uscita, Prismic Passages, comprensiva di ben sette composizioni, sembra strutturare le otto tracce adesso presentate in altrettanti movimenti, predisponendo all’ascolto di un numero sostanzioso di parti strumentali, come le sezioni di un’orchestra immaginaria, costruita in maniera ibrida annettendo sintetizzatori digitali, oggetti, programmi per computer, strumenti acustici, registrazioni sonore e vocali. Accordi, progressioni specifiche, intonazioni e risonanze: niente è lasciato al caso. Senza limitazione alcuna ogni fantasia sonora deve poter essere realizzata, in un flusso che rimane fondamentalmente di natura creativa e intuitiva. L’ispirazione di Büchi attinge ad ogni genere di cose, anche extra-musicali, come foto, disegni, immagini e suoni trovati. L’approccio è quello di lasciare che il tutto fluisca, senza esercitare particolari forme di controllo e lasciando che sia proprio l’utilizzo dei sintetizzatori modulari ad emozionare. Buchi non fa mistero d’essere una grande fan di Eliane Radigue, una delle pioniere della musica elettronica, sempre esplicita nel sottolineare come il tempo, il silenzio e lo spazio siano tra i fattori principali per un compositore. Lezione che evidentemente è stata benissimo metabolizzata da Büchi che non esita infine ad editare ogni sua improvvisazione mediante un computer, aggiungendo anche altri suoni, in estrema libertà e senza restrizioni di sorta.

 

Noémi Büchi – Matter