Untitled (woman pains), share the pain

womanpain

Molte donne desiderano la gravidanza per la metà della loro vita adulta e passano l’altra metà a rievocarla con emozione profonda. Il tempo materiale in cui una gravidanza si sviluppa è però una momento a sé denso di emozioni contrastanti difficili da gestire sia psicologicamente che fisicamente. Il processo difronte al quale ci si trova settimana dopo settimana innesca una crisi degli equilibri precedentemente vissuti, i cambiamenti interni ed esterni al corpo possono associarsi ad emozioni e riflessioni affatto semplici da vivere e condividere.
In un momento così psicologicamente delicato, il messaggio rivolto alle donne potrebbe essere contraddittorio: i cambiamenti che stai vivendo si possono correggere, acquista questo e con molto impegno potrai tornare ad essere come prima. Untitled (woman pains) dell’artista newyorkese Ani Liu è un indumento – una pancia indossabile di silicone, seta e nylon – che grazie a degli elettrodi simula il dolore del travaglio, permettendo alle persone di qualsiasi sesso ed età di sperimentare (in minuscola parte) e di aprirsi empaticamente ad alcuni status della gravidanza. La capacità della simulazione di rappresentare la realtà qui è usata per un fine ben preciso, che non è quello di sostituire la realtà stessa. L’indossare un apparato tecnologico che non aumenta le capacità d’azione personali, ma ne inibisce una parte, è una classica strategia artistica che oltretutto rimarca la potenziale neutralità della simulazione. In questo caso la capacità aumentata è quella di comprendere e capire, è una potenzialità conoscitiva di un corpo estraneo in tutto e per tutto che viene abbracciata, ‘aumentando’ esponenzialmente le nostre capacità di immedesimazione. Non a caso l’opera fa parte di una serie di lavori della stessa artista, che con essi ha indagato la posizione delle donne all’interno della società e le facili insidie dei mass media, rompendo finalmente ogni indugio nel mischiare i ruoli precostituiti ad uno dei livelli più intimi: il dolore. Benedetta Sabatini

 

Untitled (woman pains) Ani Liu