Paul Dourish – The Stuff of Bits: An Essay on the Materialities of Information

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The MIT Press, ISBN-13: 978-0262036207, English, 256 pages, 2017, USA

Che tipo di “materialità” si può trovare nella nostra infrastruttura digitale globale? Affiancando la presenza tangibile dell’hardware, i processi che si presume permettano il funzionamento dell’intero sistema si modellano a vicenda e a loro volta modellano in modo invisibile e diretto il nostro modo di lavorare. Dourish affronta questa preoccupazione attraverso “la materialità della rappresentazione dell’informazione”. Isola quattro elementi classici che compongono l’infrastruttura digitale: emulazione computerizzata (macchine virtuali), fogli di calcolo, database e architettura di rete. Ogni elemento è esaminato in un capitolo diverso attraverso le loro ‘materialità’, o le specifiche qualità materiali che mostrano, come ‘trasparenza’ o ‘peso’, la loro disposizione materiale. La loro forma e qualità costringono l’informazione e il modo in cui la trattiamo a dinamiche specifiche. Che cosa si intende per “databaseabile”, ad esempio, che significa che tipo di raccolta coerente di contenuti, o semplicemente di dominio culturale, o semplicemente di informazioni sparse può essere plasmata nell’attuale paradigma di un database? E cosa potrebbe essere tecnicamente (e quindi politicamente) escluso? Come forma un foglio di calcolo le riunioni e le decisioni? E in che modo lo sviluppo di macchine informatiche e della stessa infrastruttura globale di Internet è influenzato dall’attuale filosofia di gestione (cloud, server, macchine virtuali, ecc.)? Tutte queste domande sono poste e discusse in questo libro attuale, e risuonano, come l’autore sperava, in altri settori correlati, finalmente cominciando a mettere in discussione in modo significativo i nostri “metodi e discipline”.