Matter – Biorhexistasy

Matter - Biorhexistasy

CD – Kvitnu

In forza alla Kvitnu, Matter – moniker dietro il quale altri non si cela che il bolognese Fabrizio Matrone – manipolatore elettronico focalizzato su sonorità elettroniche assai ritmiche, fonde ed analogiche, arriva a questa sua ultima release dopo un precedente album edito nel 2012, Solid State, proposta da annoverare sempre sotto il brand dell’etichetta ucraina di Dmytro Fedorenko. Siamo ai confini d’una techno estremamente stilizzata e concettuale, con sequenze che potrebbero addirittura fare capolino in un rave o in un club, forti d’atmosfere piuttosto claustrofobiche e influssi industriali bene amalgamati, intrecci sempre sotto controllo e mai abusati, nonostante gli iterati passaggi di un suono corposo e coinvolgente. Certo il contesto di riferimento detourna un poco l’ascolto più immediato e ci confonde alquanto circa la natura reale del progetto: sarà per l’artwork piuttosto raffinato di Kateryna Zavoloka o per le teorizzazioni che stanno dietro il concetto di Biorhexistasy, categoria che descrive le condizioni climatiche necessarie per periodi di formazione del suolo separati da periodi di erosione dello stesso. È come se un’alternanza di fasi climatiche differenti permettesse all’humus necessario d’accumularsi in densi substrati materici, fra sibili e metaforiche dissipazioni, tesi ritorni, cadenzati guizzi e sussulti. L’orizzonte compositivo annette anche influenze larvatamente noise, il tutto modulato sui 120 bpm, non a caso l’ultima frontiera nello stile di battute anche nelle scene future techno meno astratte e impegnate. Il progetto – insomma – nella sua interezza è comunque sfaccettato e potrebbe essere speso con successo fra festival experimental e appuntamenti live più disparati.

Matter – Grain