read_me, Software Art & Cultures, edition 2004, Aarhus

read_me

Digital Aesthetics Research Center, University of Aarhus, ISBN 87988444040
La pervasiva presenza del software in tutto ciò che utilizziamo quotidianamente, non ha implicato la diffusione altrettanto capillare di una cultura del software, allargata ed evoluta. Ma la stessa cultura, tradotta nella consapevolezza delle enormi possibilità del codice, nelle cristallizzate convenzioni e nelle nascenti teorie sul software sta lentamente permeando settori di ricerca e di analisi della contemporaneità. A tracciarne la storia negli ultimi tre anni è stato prima il festival Read_Me, e poi il conseguente archivio online Runme.org, pieno zeppo di programmi che incarnano lo sfuggevole concetto di ‘software art’. Questo libro rappresenta il catalogo dell’edizione 2004 del Read_Me, un tomo di quattrocento pagine che raccoglie tutti i molteplici interventi presentati e una trentina di recensioni dei progetti più recenti. Il compendio d’interventi esplora branche molto diverse fra loro composte nell’importanza dell’analisi del software, e del suo immaginario, intesi come livelli di elaborazione della realtà. “Il software è un ‘processo misterioso’” è la definizione di Casey Reas, che si riferisce alle caratteristiche ‘linguistiche’ del codice e alle sue enormi potenzialità generative. Ma questo è solo uno degli aspetti della cultura del software, che spazia dal ruolo sociale delle interfacce, alle convenzioni linguistiche attribuite ai diversi attori dell’interazione (come il ruolo dell”utente’), all’astrazione dello stesso concetto di software come costrutto culturale che disegna un’infrastruttura dinamica ma determinante per i suoi contenuti. Del resto le stesse dinamiche sociali che è capace di innescare nella sua produzione (condivisione, hacking, supporto reciproco) rendono il software un humus concettuale sempre disponibile ad accogliere i suoi entusiasti e smaliziati manipolatori. E proprio questo doppio livello d’analisi (quello di ricerca teorica svolto nelle accademie e quello meno mediato ma altrettanto efficace dei programmatori e dei praticanti) che emerge dai contenuti del testo, compiuto nel trattare dialetticamente una significativa parte del mondo invisibile che ci circonda