Net.Art. LÕarte della connessione

Il libro Net.Art, LÕarte della connessione, edito dalla casa editrice Shake da sempre attenta alle realtà emergenti della cultura underground (e non solo) italiana e internazionale, ripercorre la storia della net.art internazionale dal punto di vista delle potenzialità intrinseche e strutturali che il .net offre. Net.art, quindi, come ‘arte della connessione’ e come possibilità di creare processi che vivono nella rete e per la rete. Net.art non come pratica artistica semplicemente diffusa attraverso Internet, ma come network di progetti che agiscono combinando sperimentazione sui codici, azioni di guerriglia-marketing, giochi identitari, tecniche di plagio, camuffamento e pratiche performative. Gli autori del libro, Marco Deseriis (a.k.a. Snafu) e Giuseppe Marano (a.k.a. Subjesus), fondatori del nodo italiano di The Thing (www.thething.it) offrono sia a lettori che si avvicinano per la prima volta allÕargomento, sia a un pubblico più esperto, un utile strumento per orientarsi nel mare più o meno sconfinato delle pratiche di net.art internazionale, dando utili dritte per poter approfondire la tematica on line. Il testo, partendo dalla definizione di net.art, termine che si presta spesso a notevoli interpretazioni e fraintendimenti (soprattutto nellÕambito artistico), arriva progressivamente a descrivere le forme di utilizzo sperimentale del codice, il dirottamento digitale, la software art, il cybersquatting, la disobbedienza civile elettronica e le altre forme di sabotaggio in rete che vengono realizzate soprattutto dalla seconda metà degli anni novanta fino ad oggi. Il libro si chiude con il capitolo ‘Politiche della connessione’, che porta i lettori nei meandri della fitta rete di collaborazioni, link, scambi e processi collettivi che accompagnano costantemente la dimensione ‘virtuale’ del fare arte in rete e che si concretizzano ‘fisicamente’ nella partecipazione e ideazione di eventi, festival, dibattiti internazionali sulla net.art e net.culture e nella creazione di progetti allargati in continuo movimento (come mailing list, blog, laboratori di ricerca, server artistici). Meno curato lÕaspetto storico della net.art italiana, la quale avrebbe meritato unÕanalisi più approfondita, se non, un capitolo a sé.
Il libro Net.Art, LÕarte della connessione, edito dalla casa editrice Shake da sempre attenta alle realtà emergenti della cultura underground (e non solo) italiana e internazionale, ripercorre la storia della net.art internazionale dal punto di vista delle potenzialità intrinseche e strutturali che il .net offre. Net.art, quindi, come ‘arte della connessione’ e come possibilità di creare processi che vivono nella rete e per la rete. Net.art non come pratica artistica semplicemente diffusa attraverso Internet, ma come network di progetti che agiscono combinando sperimentazione sui codici, azioni di guerriglia-marketing, giochi identitari, tecniche di plagio, camuffamento e pratiche performative. Gli autori del libro, Marco Deseriis (a.k.a. Snafu) e Giuseppe Marano (a.k.a. Subjesus), fondatori del nodo italiano di The Thing (www.thething.it) offrono sia a lettori che si avvicinano per la prima volta allÕargomento, sia a un pubblico più esperto, un utile strumento per orientarsi nel mare più o meno sconfinato delle pratiche di net.art internazionale, dando utili dritte per poter approfondire la tematica on line. Il testo, partendo dalla definizione di net.art, termine che si presta spesso a notevoli interpretazioni e fraintendimenti (soprattutto nellÕambito artistico), arriva progressivamente a descrivere le forme di utilizzo sperimentale del codice, il dirottamento digitale, la software art, il cybersquatting, la disobbedienza civile elettronica e le altre forme di sabotaggio in rete che vengono realizzate soprattutto dalla seconda metà degli anni novanta fino ad oggi. Il libro si chiude con il capitolo ‘Politiche della connessione’, che porta i lettori nei meandri della fitta rete di collaborazioni, link, scambi e processi collettivi che accompagnano costantemente la dimensione ‘virtuale’ del fare arte in rete e che si concretizzano ‘fisicamente’ nella partecipazione e ideazione di eventi, festival, dibattiti internazionali sulla net.art e net.culture e nella creazione di progetti allargati in continuo movimento (come mailing list, blog, laboratori di ricerca, server artistici). Meno curato lÕaspetto storico della net.art italiana, la quale avrebbe meritato unÕanalisi più approfondita, se non, un capitolo a sé. Tatiana Bazzichelli