Reality Hacking, usare la realtà in modi non convenzionali.

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17.02.03 Reality Hacking, usare la realtà in modi non convenzionali.


Gli hacker sono generalmente dipinti come persone in fuga dalla realtà immersi nella dimensione del cyberspace e pressocchè indifferenti al mondo che li circonda. A concretizzare un’ennesima smentita è l’artista Peter Regli che raccoglie nelle pagine del suo sito Reality Hacking, i progetti che nell’ultimo decennio gli hanno permesso d’intervenire sulla realtà esterna. Diversi per tecniche e concetti, ma accomunati dall’idea di modificare il mondo per come lo si percepisce, agendo concretamente, Regli ha realizzato progetti affascinanti, come l’installazione sonora di un pregatore montanaro in svizzera o la modifica di un semaforo newyorchese con le scritte ‘Talk/Don’t Talk’ in luogo del canonico ‘Walk/Don’t Walk’, che fanno un uso innovativo della parti riconoscibili di un panorama urbano o naturale, ricontestualizzandole a seconda del fine preposto. Va sottolineato come queste pratiche possano essere assimilate a correnti arcinote, come il concettuale, il fluxus o il dada, ma che l’autore ha preferito fare capo al concetto di ‘hacking’, forse proprio perchè racchiude la creatività e la contemporaneità che gli hacker propriamente detti hanno da sempre messo in pratica.