Animations.

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03.12.01 Animations.


Alla galleria PS1 di New York è in corso Animations, una mostra dedicata alla percezioni degli artisti contemporanei delle animazioni come medium. All’inizio di un’era in cui la realtà di un film e la fantasia propria dell’animazione sembrano cominciare a fondersi perdendo il chiaro confine che le divideva fino a qualche anno fa, sono stati scelti trenta artisti che interagiscono con il concetto proprio di ‘animare’, ossia di dare un’anima a qualcosa. Fra le sezioni, particolarmente ricca si presenta quella dedicata alla net.art, con artisti di spicco e opere importanti quali: Open Studio, di Andy Deck, un tool di disegno collettivo; Glassbead, di John Klima, uno strumento che produce oggetti musicali online generati in multiutenza da (al più) una ventina di persone contemporaneamente; ‘p-Soup’ di Mark Napier, un tool per creare disegni animati sonori; ‘Blur Browser’ di Mark Daggett che sfoca il contenuto della pagina web richiesta dall’utente fino a farla diventare colori astratti; ‘ASDFG’ di Jodi, una delle loro animazioni sincopate d’errore; ‘Dakadaka’ di Golan Levin and Casey Reas, una rappresentazione visuale dei tasti battuti sulla tastiera, ‘Flexible Planning’ di Panajotis Mihalatos, un microgioco sulla ricorsività delle azioni, ‘Hikaru: Bio_Sythesis Session’ di Basicray, sul concetto di sintesi audio/visuale, ‘Dakota’ di Young-Hae Chang Heavy Industries, un’animazione in Flash basata sui ‘Cantos’ parte I e parte II di Ezra Pound, ‘Bulbo in the 20th Century’ di Xeth Feinberg, ironici cartoon sui limiti di Flash, ‘Day In, Day Out’ di Alex and Munro Galloway, animazione del trascorrere del giorno attraverso le trasformazioni atmosferiche e climatiche e ‘The Coils of the Serpent, part 1′ di Sebastian Luetgert, sull’ossessione dei loghi corporativi. Inclusi anche lavori già noti come ‘Sissyfight’ di Erc Zimmerman e Word.com, ‘The Intruder’ di Natalie Bookchin (vedi ‘The Intruder‘) o ‘Lullaby for a Dead Fly’ di Mouchette e ‘Praystation’ di Joshua Davis.