Thomas Köner – Daikan / Banlieue Du Vide

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CD – Mille Plateaux

Thomas Köner fu insignito nel 2000 a Montreal del New Media Prize, un riconoscimento che sicuramente giovò alla sua carriera, iniziata prima come tecnico del suono in ambito cinematografico e poi continuata coniugando audio e video in istallazioni sempre più articolate e multimediali. Daikan – questo il titolo della composizione che gli valse la segnalazione – fu licenziata nel 2002 su Mille Plateaux dopo essere stata registrata live l’anno precedente in un altro media art festival a Osnabrück. La scultura sonora, il sound design e la performance diventarono presto centrali nella progettualità di Köner, sperimentatore che in quella stagione fu puntuale nel cogliere le potenzialità di queste espressioni artistiche, particolarmente congeniali per il pubblico di club ed eventi della new media art, grazie anche a spazi dedicati che erano ideali per la fruizione d’un minimalismo totalizzante e radicale. Daikan è il termine giapponese che sta a significare “il più freddo” o “la parte più fredda dell’anno”, titolo di un’opera sviluppata qui in tre parti e i cui suoni sembrano costituire una sorta di ricovero spirituale, qualcosa in grado d’indurre una differente tensione nella nostra percezione, agitando qualità spaziali che descrivono orizzonti incerti, per i quali la stessa visibilità è un fenomeno piuttosto indeterminato. Per Köner il paesaggio fisico riflette sempre anche dello spazio mentale, essendo in qualche modo due elementi che infine combaciano e questo traspare in maniera ineccepibile nell’ultima traccia adesso presentata, “Banlieue Du Vide”, un’altra opera in qualche modo storica, che nella sua versione moving images live performance è stata vista da migliaia di spettatori in svariati musei d’arte – tra cui il Centre Pompidou – ed in eventi come Ars Electronica. Questo progetto audio-video è stato frutto di un’approfondita ricerca che ha assemblato oltre 3000 immagini di webcam in un flusso dagli infinitesimali spostamenti, sonorizzato dal vivo in un’apoteosi di tonalità di grigio e biancori notturni. “Banlieue Du Vide” non è mai stata pubblicata in precedenza e adesso questa nuova uscita per Köner sarà un’ulteriore maniera per depotenziare l’importanza dell’interazione audio-video nel proprio lavoro, visto che egli stesso è convinto che non esista nessuna relazione fra i due differenti campi d’azione, che considera indipendenti e capaci tutt’al più di completarsi a vicenda. Il tedesco è sempre a suo agio con i paradossi concettuali: “la musica stessa non significa niente di concreto” afferma, ricordando con cipiglio materialista quanto questa sia in effetti solo una pratica sociale, determinata da altre strutture sociali. Strutture che sono a loro volta governate da processi ed economie molto precise e sovrastanti.

 

Thomas Köner – Daikan / Banlieue Du Vide