VVAA – Nebulullaby An Interstellar Cloud Of Dust

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LP – Nebularosa

Può il genere ninna nanna assurgere a idea guida per un un progetto sperimentale di musica elettronica? Evidentemente si, e non è un mistero che le ninna nanne potrebbero essere ritrovate in quasi ogni cultura – sin dall’antichità ai giorni nostri – e che esse hanno camminato attraverso avanguardie e postmodernità anche, mutando in varie forme. Il bando per le ninna nanne sperimentali è stato lanciato nel maggio 2014 da Nebularosa – una nuova etichetta discografica londinese – e ci sono state un certo numero di adesioni, con composizioni per Nintendo, Atari, Pure Data, Supercollider, D-Box o semplicemente per registratori a nastri, così come gli artisti hanno usato stetoscopi ultra sensibili o materiali radioattivi, ricordandoci che il genere ninna nanna è un esempio di musica che altera la coscienza. Nebulullaby An Interstellar Cloud Of Dust mette assieme ben dodici autori differenti, d. R. e. G. S, Samuel Hertz, 0xA, Thor Magnusson, Erich Barganier, Repl Electric, Victor Zappi, Adrian Carter, Claude Heiland-Allen, David Jason Snow, Robert B. Lisek e Marta Zapparoli, tutti sperimentatori che da subito hanno avuto chiaro che la ripetizione nelle ninna nanne induce variazioni nello stato del cervello, favorendo la transizione tra la veglia e il sonno o l’oscillazione nella loro soglia liminale, richiamando a uno stato pre-human (assolutamente simmetrico alla condizione post-human delle estetiche d’oggigiorno), dove il ritornello è – in altre parole – un meccanismo di associazione che riunisce le forze, le idee, i ricordi, i poteri che non sapevamo di avere e così via. Sul tema delle ninna nanne e degli stati alterati di coscienza la crew della Nebularosa ha anche condotto un workshop, tenuto da Eleonora Oreggia, aka xname, seminale artista interdisciplinare e ricercatrice indipendente nata a Milano e adesso di base nella capitale inglese, una guida di base a disposizione per estetiche, strumenti elettronici, circuit design, physical computing (Arduino, BeagleBone, Gumstix) e programmazione di software (Java, C / C ++, PD), oltre che DSP. Infine, il risultato è anche molto risonante e soddisfa pienamente la ricchezza dei presupposti teorici in gioco.

 

VVAA – Nebulullaby An Interstellar Cloud Of Dust