[Blank] Project by Soichiro Michara, an experience of the unfelt.

Una scultura metamorfica di bolle e una stramba campana catturano l’occhio del visitatore quando questo è al cospetto del [Blank] project di Soichiro Michara. L’ambientazione sembra tranquilla, sottile e criptica ma un esame più attento ci rivela che tutti i componenti formali del lavoro – sia fisici che analogici – costruiscono due sistemi funzionanti che sono concettualmente connessi. Bolle avvolgono le corde che collegano le pompe d’aria dei serbatoi riempiti con acqua e sapone, mentre il suono è prodotto da una campana collegata ad un microchip ed un tubo. L’opera è il risultato di due anni di sperimentazioni dell’artista, atto a confrontarsi con un problema di non facile risoluzione. Come rispondere al disastro di Fukushima? Una tragedia che ancora una volta ha dimostrato che l’energia nucleare non sempre può essere controllata. Come si può affrontare una questione che molti ancora non vogliono nemmeno immaginare? E come si può percepire le attuali minacce, sempre più invisibili e impercettibili? Sembra che Michara volutamente abbia scelto un sistema di bolle al fine di descrivere qualcosa che è artificialmente creato e manipolato fino ad un punto di controllo e che – al tempo stesso – viene autorizzato attraverso un meccanismo che è ambiguamente funzionale come rilevamento o sistema di allarme. Il vento-campana che protegge le persone dagli spiriti maligni – un simbolo comune nella tradizione giapponese – sta ora registrando livelli di radiazione. Ciò che sembra inizialmente giocoso o non importante in questa installazione potrebbe rivelarsi invece essere molto reale e crudo. Dipende – naturalmente – dal punto di vista che si preferisce adottare.
Daphne Dragona