de/Rastra

Kyle E Evans - de:Rastra

Il sintetizzatore oscillografico di Kyle E Evans, il de/Rastra, consiste in un televisore a tubo catodico modificato e collegato a un computer che esegue una patch MAX/MSP per abilitare una discreta connessione dei segnali audio e video. La struttura del televisore è stata modificata per incorporare un’interfaccia gestuale, mediante un accelerometro e resistori sensibili alla pressione, così che infine può essere suonato come uno strumento. Il movimento del televisore nello spazio combinato con l’interazione dell’interfaccia permette a Kyle d’eseguire una serie di visualizzazioni oscillografiche del suono, dalle semplici onde sinusoidali fino alle complesse curve di Lissajous. È conseguente un flusso ciclico d’informazioni tra le parti analogiche e digitali del sistema. I primi dati dei sensori CRT sono inviati alla patch di MAX, che interpreta i dati e li trasforma in segnali audio. Dopo, il segnale acustico viene amplificato e inviato al CRT che permette la generazione di animazioni oscillografiche precisamente sincronizzate. La trasmutazione di tecnologia antiquata ed obsoleta – come ad esempio il tubo a raggi catodici – in nuovi strumenti audio visivi con funzionalità estranee alla loro utilità originale è un aspetto fondamentale nei progetti e nelle metodologie di Kyle. Secondo Kyle “nel suo moderno carattere, visto come una combinazione di arcaico e nostalgico, il CRT sviluppa il maggior potenziale possibile per la sperimentazione e la techno-resurrezione. Comunque, moddando e mutilando, de/Rastra mostra gli effetti di alterare la composizione anatomica di un televisore CRT, rivelando le potenzialità intrinseche e nascoste della tecnologia attraverso la rideterminazione e ristrutturazione delle proprie capacità”. Nella metà degli anni sessanta e più avanti, Nam June Paik utilizzò magneti per modificare i raggi catodici al fine di creare aberranti visualizzazioni in alcune ben note opere che vanno sotto il nome di “Magnet TV”. In precedenza, nel 1950, Ben Laposky utilizzò oscilloscopi come medium artistici per le sue “Electronic Abstractions” e così facendo fu coniato il termine Oscillons. Il lavoro di Evans è fondato su e informato da entrambi questi artisti. L’autore espande questo oscilloscopico lignaggio fondendo componenti analogiche e digitali per creare infine sofisticati sistemi sinestetici performativi.
Paul Prudence

de/Rastra – Oscillographic Synthesizer and Computer Interface