Maria Chatzichristodoulou, Janis Jefferies, Rachel Zerihan – Interfaces of Performance

Maria Chatzichristodoulou

Ashgate, ISBN: 9780754675761, 232 pages, 2009, English
Il concetto di “spazio della performance” è stato definitivamente messo in discussione con l’uso delle tecnologie multimediali, moltiplicandone le possibili dimensioni e i confini. Ancora più importante, forse, è il ruolo dell’”interfaccia” nel campo delle performance. In questo libro il termine “interfaccia” è molto ben definito come “spazio condiviso di scambio e di dialogo, nonché luogo di contestazione e tensione”. L’obiettivo degli autori di questo libro sembra essere l’apertura dei confini delle performance in generale, qualcosa che sia un’analisi (sia teorica o pratica) e una discussione (attraverso interviste) con un ben nutrito numero di artisti che descrivono le loro pratiche, qualità specifiche e metodi (tra i quali Blast Theory, Gob Squad, igloo, ORLAN, Guillermo Gómez-Peña, e Critical Art Ensemble.) Le idee ed i processi di questi emblematici artisti facilita una discussione sulla gamma di tecnologie utilizzate e delle loro finalità, ridefinendo tutto radicalmente, come ad esempio il nuovo ruolo del pubblico (presente o remoto), o esprimendo nuovi concetti politici espliciti. Le cinque aree esplorate nei rispettivi capitoli (Environments, Bodies, Audiences, Politics, and Affect) esplicitano un cambiamento fondamentale della performance, come sottolinea Chris Salter: da una visione antropocentrica a quella di “enunciazione non-umana”, basata sulle nuove forme di “umano ibrido e soggettività della macchina”. A questo punto nuove drammaturgie possono essere create, e nuove “interfacce” possono essere concepite per l’incontro tra il performer e il pubblico.