edited by Arjen Mulder, Joke Brouwer, Lars Spuybroek – The Politics of the Impure, Towards a Theory of the Imperfect

V2_ Publishing/NAi Publishers

V2_ Publishing/NAi Publishers, ISBN: 978-9056627485, 208 pages, English, 2010
Storicamente la tecnologia ha promosso il concetto di “purezza”? Guardando indietro, in effetti troviamo chiaramente nei suoni meccanici e nella riproduzione visiva un atteggiamento propenso all’imitazione e al miglioramento, alla valorizzazione delle caratteristiche intrinseche. La ricerca dell’”alta fedeltà” e “alta definizione” sono ancora approcci popolari al gradimento sensoriale nell’ascolto o nella visione, e la complessità inarrestabile della tecnologia ha sostenuto questo per decenni. E’ lo stesso per quanto riguarda la pulizia nella progettazione di oggetti tecnologici, che di recente ha trovato nella trasparenza un espediente per mantenere una coerenza di ordine sia interna che esterna. Questa antologia di testi è una delle tradizionali pubblicazioni del V2, che costituiscono una specie di genere a se stante. Si tratta di una collezione eclettica ed ben bilanciata di testi di artisti e teorici che da una prospettiva ampia sull’argomento con un rigoroso atteggiamento filosofico e scientifico. La “Purezza” come concetto dominante è qui contestata con l’evoluzione delle macchine. L ‘”Impurità” della sporcizia, disordine o bruttezza, sia fisicamente che tecnologicamente, è invece rilevante per la cultura contemporanea. L’Impuro qui celebrato attraversa i più svariati ambiti culturali, dall’architettura alla biologia (in cui è semplicemente essenziale), e forse manca solo l’impurità delle macchine IT (che si traduce nei loro ‘fatal error’). Le opere scelte come esempi eccezionali della teoria sono splendidamente illustrate e spiegate. Esse costituiscono la sottile linea rossa tra le diverse prospettive discusse, unificando tutto il libro in un lavoro coerente e originale.