Interferenze 2006, Naturalis Electronica

Interferenze 2006

Quanto radicati nel loro territorio d’origine sono normalmente i festival d’arte dei nuovi media? L’italiano Interferenze sta anno dopo anno spingendo la loro location unica (nel bel mezzo delle montagne del Partenio) cercando di integrare senza sbavature la cultura digitale con l’ambiente naturale e la tradizione sociale e gastronomica. Per questo nel programma sono stati inclusi workshop di Ralf Schreiber sui suoi piccoli robot alimentati ad energia solare, un paio di performance gastroacustiche di Ulrich & Kassian Troyer + Philip Furtenbach, e la performance audio/video ‘Info Naturae 1.0′ di Errante/Kinotek. Ma gli interessi dei giovani curatori locali non sono confinati ai concetti organici (reali o derivati). Live di Biosphere, O.blaat, The Sine Wave Orchestra, Andy Vaz, Emi Maeda + Lia, AGF, Vladislav Delay, Deadbeat, fra gli altri, installazioni (‘Acquatic’ by Marianne Decoster-Taivalkoski o ‘Process 6,7,8′ by Casey Reas, per esempio) e proiezioni mescolate con workshop tecnici o sul gusto della locale cultura gastronomica sono nella lista delle opportunità culturali che è possibile cogliere prima di tutto per la massa di ragazzi delle vicinanze, curiosi e dalla mente aperta. C’è qualcuno ch4e ancora pensa che la cultura digitale sia fredda e senz’anima?