Control Panels, programming as an artistic practice.

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05.04.02 Control Panels, programming as an artistic practice.


S’inaugura il 5 Aprile presso l’Hartware di Dortmund (Germania) la mostra di software art ‘Control Panels, programming as an artistic practice‘. La pratica degli artisti del software permette loro di sviluppare programmi che travalicano i limiti del codice scritto secondo i canoni tradizionali, a volte estendendone le possibilità, a volte riducendone le potenzialità fino a ridurli come generatori di assurdo. L’attenzione è concentrata non sull’efficienza del codice, ma sulla sue possibili ‘disfunzionalità’, trattando il codice stesso come materiale estetico per creazioni artistiche. I ‘pannelli di controllo’ portano la promessa della libertà d’interfaccia, ma libertà da cosa? Il gruppi I/O/D sosteneva che “il software è controllo della mente.” Curata da Andreas Broeckmann e Matthias Weiss la mostra coinvolge gli artisti: Scott Draves, con il suo Electric Sheep (vedi Life 4.0), gli inglesi I/O/D, con il loro storico browser ‘Web Stalker’, Thomas Kamphusmann con ‘Delphi V. 2.1′ un’installazione del 1961 che faceva rispondere alle domande del visitatore oscure frasi stampate da una stampante ad aghi, gli svizzeri LAN con il loro ‘Tracenoizer’ premiato all’edizione 2O02 di Transmediale, lo spagnolo Joan Leandre con le ricombinazioni di videogame del suo ‘Retroyou’, il supergruppo americano RSG (Radical Software Group) con il loro celebre ‘Carnivore’ (vedi Carnivore Art), Simon Schießl con Roter Tropfen (Red Drops), un applet che simula erroneamente l’effetto di una palla che rimbalza sui bordi dello schermo, Peter Traub e il suo ‘Bits and Pieces’ (vedi ‘Bits and Pieces, net art algoritmica‘), Antoine Schmitt con ‘Vexation 1′, un’installazione in cui una sfera programmata genera un ritmo sbattendo contro i limiti di un rettangolo con i lati associati ad altrettante percussioni, e ’22 cubes ensemble’, in cui ventidue cubi ruotano su stessi generando una melodia in sincrono mentre evolvono lentamente e infine Adrian Ward con il suo Auto-Illustrator 1.0, una versione generativa e autonoma di Illustrator, programma di disegno vettoriale della Adobe. È previsto, infine, un workshop tenuto dall’attivista Micz Flor a ragazzi dai 15 ai 19 anni su come elaborare musica elettronica, effettuare delle dj-session, e trasmetterle attraverso un’internet radio. Il tutto attraverso il sistema operativo Linux e software open source.