Jessica Slighter & Wilbert Bulsink – Volume 1 – Untitled + 2 – The Mute

jessica-slighter-wilbert-bulsink

CD – Unsounds

Volume 1 – Untitled + 2 – The Mute, produzione che va a rimpinguare il catalogo Unsounds, è un progetto per voce e live electronics che è stato registrato in studio in Svezia dopo una serie di concerti che hanno visto la collaborazione di Jessica Slighter e Wilbert Bulsink, sperimentatori che hanno coinvolto due strumentisti, Kari Ranneklev al violino e Ole-Henrik Moe alla viola. Già dopo l’ascolto della prima incisione, laconicamente denominata “A”, è chiaro quanto la matrice della ricerca sia imperniata sul forte impatto della voce femminile, modulata su scansioni dilatate, piuttosto ipnotiche e abissali, sottostanti ad intrecci atonali che riportano anche alla tradizione dell’improvvisazione libera, frutto di una tecnica consolidata ma anche pratica che apre all’ascolto e alla relazione tra i differenti elementi messi in gioco nella composizione. La breve traccia successiva, invece, è assolutamente silente e funziona da pausa percettiva prima di “C”, che esibisce uno slancio decisamente più diretto, in qualche modo un po’ tradizionale e folk nel cantato, mentre in sottofondo si staglia un pieno di suoni continuo e cacofonico, volutamente estremo e per niente pacato. Si oscilla tra il parlato ed il canto nella traccia ancora successiva, che inizia senza suoni alcuni e poi annette sparuti interventi d’elettroniche sibilanti, tenute in sottofondo. Invece, nella quinta ed ultima traccia, “E”, il procedimento è gestito al contrario, partendo solo con i suoni, molto immaginifici e cupi, passando poi a un tutto pieno, alternato da pause di silenzio totale. Questo è certo un album non facile, con una struttura delle composizioni complessa e sempre cangiante, seppure all’apparenza realizzato facendo perno su pochi elementi. L’ascolto, insomma, non è di quelli immediatamente coinvolgenti, e non sarà facile per chi non è avvezzo a tali sonorità perdersi nelle atmosfere che sono qui sollecitate, anche se una certa qualità delle trame è indubbia anche per i non addetti ai lavori. Jessica Sligter, che ha debuttato con Fear And The Framing utilizzando il suo vero nome solo nel 2012 e pochi anni dopo ha pubblicato A Sense Of Growth, aveva già abituato il suo pubblico ad un misto tra avanguardia, folk e jazz. Adesso con Wilbert Bulsink il tutto è diventato più intricato, cerebrale, denso e urgente.