Giorgio Biancorosso – Situated Listening: The Sound of Absorption in Classical Cinema

situatedlistening

Oxford University Press, ISBN-13: 978-0195374711, English, 264 pages, 2016, USA

La rappresentazione dell’ ”esperienza d’ascolto” nei film classici è sempre stata in conflitto con il predominio visivo e la sua narrazione coinvolgente. A quanto pare noi tendiamo a relegare i suoni, la musica e le voci ad uno specifico livello di percezione, in una sorta di “spazio sonoro”. E probabilmente questo processo avviene, come cita Biancorosso nell’introduzione, perché “l’orecchio [nudo] non può scegliere quello cosa sentire come invece l’occhio sceglie cosa vedere”. Ma l’autore è impegnato a spiegare in quale modo noi possiamo cambiare la nostra prospettiva comune, permettendo una diversa consapevolezza di questo spazio di ascolto, attraverso una metodologia analitica. Quello che fa è di introdurre il lettore, attraverso una dettagliata descrizione di scene prese da film iconici, ad alcune fondamentali dinamiche sonore e visive, seguendo da vicino un personaggio. Questa pratica lo esercita in maniera continua ad aumentare l’abilità di leggere le sequenze attraverso le loro caratteristiche musicali, creando un’empatia differente con i soggetti e la storia. Diventa quindi un “ascoltatore del posto”, e verosimilmente percepisce il film in più dimensioni. Un paio di strutture sono spiegate, come ad esempio, la composizione di “epifanie”, oppure le trasmissioni radio e lo spazio psicologico specifico che creano diventando possibili “agenti” (o un “punto anamorfico”). L’autore sembra rompere il concetto astratto della colonna sonora, riformulandola nell’intero spettro sonoro e come se fosse una serie di eventi. L’ascoltatore è quindi aiutato a decostruire il ruolo del suono, riappropriandosi del tutto del suo ruolo subordinato nei film.