Trails, il lag dell’immagine in rete.

Trails #1 #2” è il nuovo progetto dello statunitense Edward Tang. Si tratta dell’ennesima interpretazione del paradigma secondo il quale la tecnologia può essere interpretata come uno specchio atto a riflettere alcuni aspetti dell’identità visuale e sociale di coloro i quali si rapportano ad essa. L’aspetto che caratterizza quest’opera, rispetto ad altre già viste, è l’utilizzo di una tecnica chiamata ’3D Video Sculpture’ grazie alla quale Tang riesce ad andare oltre la bidimensionalità dello specchio per offrirci uno spazio in cui la grafica si combina mirabilmente con la scultura e l’architettura. Il funzionamento dell’opera presuppone una webcam che catturi l’immagine dell’utente per restituirla poi mappata sullo schermo in tanti cubi tridimensionali. Il tema dell’interattività tra l’opera e l’utente, già comune ad altri esperimenti di Tang, ritorna dunque in Trails, qui però la ricerca è focalizzata prevalentemente verso il “lag” tipico dell’interazione mediata dalle reti, ovvero quel ritardo tra input e output che inevitabilmente caratterizza ogni tipo di comunicazione online. L’effetto di “lag” è prodotto da Tang attravreso la discontinuità delle immagini che appaiono sullo schermo, ovvero facendo succedere cubi di immagini precedenti, ai cubi che rappresentano l’immagine presente. Attraverso questa tecnica Tang sembra voler sottolineare come in Rete niente rimane fisso.