I/Another, don’t think, just move

ianother

Apparentemente a metà strada tra un gioco cinestetico e la rappresentazione cibernetica di una coreografia, I/Another, l’installazione interattiva ideata da Animaspace – la pratica artistica di Angelina Kozhevnikova, artista, designer e ricercatrice interdisciplinare – in realtà si pone una grande sfida: il dialogo universale. Dal soffitto di una stanza cala la struttura di una macchina composta da strisce fosforescenti stampate in 3D e cucite a mano tra di loro a comporre una sorta di rete a maglie molto larghe, libera nei movimenti, intorno ed attraverso la quale il pubblico è invitato a muoversi. A differenza della robotica antropomorfa o delle macchine dotate di emozioni artificiali, e in perfetta controtendenza con la corsa all’umanizzare le intelligenze artificiali, Another non cerca di imitare i movimenti umani per generare empatia nello spettatore. Il robot è bensì progettato per stimolare un rapporto del tutto fisico, basato non sull’illusione dell’intelligenza emotiva, ma su un processo istintivo dove l’uomo e la macchina si influenzano reciprocamente attraverso il movimento. Ispirandosi alla cibernetica di secondo ordine, I/Another, messo a punto grazie ad una collaborazione multidisciplinare tra ingegneri e artisti, ripropone un concetto di interazione meno “intelligente” e più disponibile; in questo spazio performativo, infatti, il dialogo è un processo di costruzione, in cui la macchina non è uno strumento per controllare o da controllare, ma un partner con cui apprezzare l’imprevedibilità del presente. Una silenziosa critica all’efficienza contemporanea e un invito a lasciare spazio al proprio corpo, affinché esso si esprima e risponda, per una volta tanto, al posto della mente.

 

Animaspace – I/Another